ilreventino.it, 15 marzo 2026
Il libro presentato a Santo Stefano di Rogliano (Cs): un’opera rara nel panorama editoriale italiano per autenticità e profondità. Una sala gremita e attenta, degna delle grandi occasioni culturali e sociali, predisposta all’ascolto e alla conoscenza, ha accolto con grande partecipazione la presentazione del volume “Anime sospese nell’ombra”. Il libro raccoglie racconti dall’interno del carcere, analizzati sotto il profilo sociologico dall’autore Francesco Garofalo, con rigore scientifico e nel rispetto della realtà vissuta nelle strutture detentive. Le vicende narrate prendono forma anche attraverso lo sguardo diretto e privo di retorica di Roberto Falvo, assistente capo coordinatore della Polizia Penitenziaria, che ha raccontato l’esperienza carceraria così come viene vissuta quotidianamente, senza filtri. I lavori, coordinati con grande professionalità dalla giornalista dott.ssa Elly Sirianni, si sono aperti con le note emozionanti dell’Inno di Mameli, eseguito al flauto dal giovanissimo artista Enrico Nicoletti, che ha diffuso nel salone comunale un’atmosfera intensa e partecipata.
Subito dopo è stato proiettato un video di grande valore informativo, accompagnato dalla voce narrante della dott.ssa Idapaola Cerenzia. Il filmato, sostenuto da un sottofondo musicale delicato, ha ripercorso le principali tappe che hanno caratterizzato la nascita e lo sviluppo del volume, già presentato a Mangone e ora a Santo Stefano di Rogliano, prima del prossimo appuntamento previsto il 30 marzo 2026 presso la Sala Nassiriya del Senato della Repubblica.
L’evento è stato ulteriormente arricchito dalla lettura di alcuni brani del libro, scelti con attenzione dalla dott.ssa Maria Pia Sarcone e da Gabriella Gallo, che li hanno interpretati con partecipazione e sensibilità, coinvolgendo emotivamente l’intera platea. Prima dell’avvio degli interventi previsti, sono giunti i saluti istituzionali del parroco del luogo, don Franco Spadafora, e della sindaca, dott.ssa Lucia Nicoletti. Un applauso sentito è stato rivolto alla memoria di Sergio Cosmai, direttore del carcere di Cosenza, ucciso dalla ndrangheta a Cosenza nel 1985 di cui oggi ricorre la scomparsa. La serata è quindi proseguita con gli interventi dei relatori. Il prof. Eugenio Maria Gallo ha offerto spunti di riflessione sul significato e sulla portata del volume, mentre il prof. Giuseppe Pizzuti e il prof. Saverio Astorino ne hanno evidenziato il valore pedagogico, sottolineandone la dimensione educativa e divulgativa.
Di particolare interesse sono stati anche gli interventi di carattere professionale. Il dott. Pietro Gerace, dirigente della Polizia di Stato, delegato dal Questore, ha portato il saluto istituzionale della Questura. Il dott. Antonello Grosso La Valle, presidente provinciale dell’UNPLI e consigliere nazionale, ha posto l’accento sul ruolo del terzo settore e sull’importanza delle associazioni nel favorire percorsi di integrazione e reinserimento sociale delle persone detenute. Il prof. Sergio Caruso, criminologo e psicologo, consulente del Ministero della Giustizia, ha offerto un’analisi approfondita della realtà penitenziaria, soffermandosi sia sul ruolo svolto dagli agenti di Polizia Penitenziaria sia sull’importanza del contributo psicologico per comprendere la complessità della mente del detenuto. “Mi piace definire i detenuti come ospiti”, ha affermato il dott. Agostino Sestino, comandante commissario capo della Casa circondariale “Cosmai”, illustrando i cambiamenti intervenuti negli ultimi anni nel sistema penitenziario e ribadendo come l’Italia rappresenti, sotto molti aspetti, un punto di riferimento nei processi di rieducazione e reinserimento delle persone detenute. Particolarmente significativa anche la testimonianza di Roberto Falvo, narratore delle vicende raccontate nel volume. Alla domanda su cosa gli mancherà maggiormente dopo il pensionamento, ha risposto con semplicità: “I colleghi”. Un rapporto costruito nel tempo, fatto di sacrifici, responsabilità e anche di soddisfazioni, sempre nel rispetto della persona detenuta.
A concludere l’incontro è stato lo stesso autore, Francesco Garofalo, che ha sottolineato il significato profondo dell’opera: “Un libro spesso si legge per evadere. In questo caso, invece, “Anime sospese nell’ombra” offre la possibilità di conoscere direttamente una realtà in cui l’evasione non è possibile e dove la riflessione sulla dignità umana, sulla pena e sul reinserimento sociale diventa inevitabile”. Un appuntamento culturale di grande intensità, capace di coniugare riflessione scientifica, testimonianza diretta e partecipazione civile, offrendo al pubblico un’occasione preziosa per avvicinarsi a una realtà spesso lontana dallo sguardo della società. Presente, inoltre, Giovanni Arabia, in rappresentanza della libreria Mondadori di Piano Lago, dove il volume può essere acquistato oppure richiesto tramite il portale Amazon sia in formato cartaceo sia in versione digitale. La serata culturale si è conclusa con il tradizionale momento delle dediche e con un brindisi finale.
Tra il pubblico era presente anche un folto gruppo di giovani agenti di Polizia Penitenziaria, la cui partecipazione ha rappresentato un segnale significativo di attenzione e di vicinanza ai temi affrontati nel volume, legati alla complessa realtà del sistema penitenziario e al valore umano e professionale di chi opera quotidianamente nelle strutture carcerarie. Presenti, inoltre, diverse rappresentanti di associazioni del territorio: dal Rotary alla Fidapa, fino ad alcune realtà locali come gli Amici di Santa Liberata e il Centro Studi Stefanos. Presente inoltre, il prof. Leonildo Russo, docente di Scienze Motorie, sostenitore di un’iniziativa sportiva, incontro di calcio, realizzata presso la casa circondariale Cosmai. L’evento è stato patrocinato gratuitamente dal Comune di Santo Stefano di Rogliano, dall’Unpli provinciale e dalla testata giornalistica L’Eco della Valle. A suggellare l’iniziativa, sono state consegnate pergamene ricordo ai protagonisti dell’incontro, quale segno di stima e di gratitudine per l’impegno profuso nella promozione della cultura e della riflessione civile.











