di Luigi Manconi
La Stampa, 1 agosto 2023
Il millenarismo fu un grande movimento di pensiero, ora ha una dimensione caricaturale. Sui canali social spopolano veggenti e mistici: parlano un italiano base e fanno proseliti. In un paesino del Modenese, Angelo, che si definisce “pastore della chiesa acefala”, a chi gli chiede quale sia il suo mestiere, risponde: il predicatore. E un florilegio delle sue parole, agevolmente rintracciabile su internet, può rappresentare un documento antropologico assai significativo del nostro tempo.
In un altro tempo, nel XII secolo, il monaco Gioacchino da Fiore elaborò una concezione profetico-apocalittica delle sorti del Cristianesimo, che avrebbe conosciuto, grazie all’opera dello Spirito Santo, una nuova rigenerazione, dando vita a una pagina inedita della storia umana. E oggi? Si sta forse sviluppando in Italia e in Europa un nuovo millenarismo? Ovvero, una mobilitazione collettiva di emozioni e speranze, di aspettative e utopie affidate all’avvento del Regno di Dio?
Il millenarismo fu un grande movimento di pensiero che attraversò l’intero Medioevo, incarnandosi in credenze diffuse e conflitti religiosi, in progetti di riforma sociale e di conversione spirituale. Nei giorni nostri si ripropone in forme emulative spesso dozzinali, talvolta grottesche e persino farsesche. Non che non ci siano anche manifestazioni di un certo rilievo umano e devozionale, ma a prevalere sembra essere un visionarismo smandrappato, che si nutre di tutti gli stereotipi della fantapolitica e della fantaecclesiologia. Dunque, come può riscuotere successo?
Il millenarismo medievale credeva in un mutamento radicale della società, che avrebbe fatto seguito a veri e propri cataclismi, capaci di sovvertire l’ordine sociale e l’intera architettura delle relazioni politico-militari, confessionali e istituzionali a livello universale. La scansione costituita dalla successione eventi epocali/cambiamenti profondi/instaurazione del Regno della Giustizia si annunciava e si palesava attraverso segnali inequivocabili. Ecco, sono questi segnali che oggi fanno credere ai Nuovi Millenaristi che si stia preparando l’insediamento di un tempo nuovo.
È accaduto infatti che - a seguito di una perfidia del destino e di sottili coincidenze e strette concause - nell’arco di meno di un lustro le società occidentali abbiano conosciuto fenomeni terribili e temibili, che ricordano quelli dei “secoli bui”. Tre eventi in particolare: la Peste, la Guerra, il Cataclisma. La Peste ha assunto il nome di SARS-CoV-2, la Guerra quello di invasione russa dell’Ucraina, il Cataclisma si manifesta attraverso il susseguirsi di catastrofi naturali. E si tratta di altrettanti traumi: l’epidemia, come il conflitto bellico, solleva una questione cruciale di vita e di morte, insidia le fondamenta stesse della nostra sicurezza e della nostra incolumità, attenta al nostro futuro.
Per alcuni, non pochi, ciò significa, né più né meno, che l’Apocalisse è prossima, se non già in atto. E il Regno di Dio è alle porte. Da qui tutto un accorrere di profeti, veggenti, testimoni, mistici, monaci, eremiti, rivelatori, cenobiti, pastori, predicatori. Tra di loro, un certo numero di donne. Vengono tutti dalla profonda provincia italiana: da Buccinasco, Boretto, Ladispoli, Avellino… E svolgono i più diversi mestieri: impiegato dell’Aci, allevatore, assicuratore.
Molti hanno trovato il modo di campare senza ricorrere a un lavoro fisso e l’attività di predicatore riempie le loro vite. Parlano un italiano elementare intessuto di termini dialettali e appesantito da accenti regionali. Hanno tutti una cerchia, più o meno ampia, di proseliti. E dispongono di discepoli, aiutanti, diaconi, perpetue. La loro attività, per così dire pastorale, e la loro predicazione, per così dire religiosa, si svolgono lungo le frequenze delle radio private e ancor più sulle bacheche dei canali social. L’infinito spazio di internet ha preso il posto delle spianate davanti alle grandi cattedrali medievali. Ma internet è, per sua stessa natura, un luogo ibrido, dove c’è tutto. Qui, le prediche simil-evangeliche perdono immediatamente la loro residua innocenza e i tratti della più ingenua fede popolare per mescolarsi col mondo del paranormale, fino alla cartomanzia, non disdegnando di convivere con la ormai secolare osservazione degli ufo.
E scatta il cortocircuito. La veggente di Ostuni parla dello Spirito Santo, ma, in realtà, sembra riferirsi a “uno strano essere, con la testa molto grande e gli occhi brillanti”, che, dopo un’amabile conversazione, riprende il suo viaggio su “un grande disco lucente”. D’altra parte, su internet, la Retorica del Miscuglio è tale che questo nuovo millenarismo si alimenta di tutte le teorie della cospirazione. L’avvento del Regno della Giustizia è imminente, dal momento che alla Casa Bianca governano i “rettiliani”, attraverso uno di loro, va da sé, Joe Biden. E il rivolgimento radicale della Chiesa cattolica è richiesto dal fatto che in Vaticano non c’è un Papa, ma un anti-Papa, Jorge Mario Bergoglio. Anzi, no, non c’è nemmeno lui: Bergoglio è stato ucciso e al suo posto - “dai, lo sanno tutti” - c’è un sosia. Ma un sosia (meglio, una sosia), ormai da tempo ha sostituito a Palazzo Chigi l’attuale Presidente del Consiglio.
Come si vede, questo millenarismo del XXI secolo ha una dimensione spiccatamente caricaturale, che pure riesce a catturare i sentimenti di centinaia di migliaia di persone. Ed è inevitabilmente trash. Insomma, è come se, oggi, non riuscissimo a prendere sul serio nemmeno l’Apocalisse.










