di Marco Cremonesi
Corriere della Sera, 26 settembre 2024
Il referendum divide il campo largo. Autonomia, oggi le firme in Cassazione. Il diritto di cittadinanza, e non soltanto quello, taglia in due gli schieramenti. Il centrosinistra, o meglio il campo largo già messo a durissima prova dalla vicenda del nuovo cda Rai, ma anche il centrodestra: Forza Italia, in una riunione congiunta dei gruppi, oggi stringerà i bulloni della sua proposta di legge sullo ius scholae. E cioè, la cittadinanza per chi abbia studiato in Italia per almeno dieci anni. E pazienza se la Lega neppure ne voglia sentir parlare e la stessa premier, l’altra sera da New York, abbia detto di non vedere necessità di mettere mano alla legge attuale. Ma nella maggioranza i tamburi rullano anche sull’Autonomia delle Regioni: con Forza Italia che frena sul procedere con le materie non incluse nei Lep e i governatori che si preparano all’incontro con il ministro Calderoli per avviare il percorso sulle materie non Lep. In questo caso, oltre agli azzurri, anche FdI non vede ragioni di accelerazione. Mentre Elly Schlein annuncia per questa mattina la consegna in Cassazione di oltre un milione di firme raccolte a favore del referendum contro l’Autonomia.
Per i promotori della raccolta di firme sul diritto di cittadinanza (il quesito chiede di dimezzare i 10 anni che occorrono per ottenerla) ieri è stato il giorno del successo. Per Riccardo Magi, il segretario di +Europa, “è una giornata di gioia”. E per il segretario del Psi Enzo Maraio: “Si tratta di una grande battaglia di civiltà che fino ad ora, in assenza di una legge, ha posto l’Italia come fanalino di coda nel confronto con l’Europa”.
Ma è vero che nel campo largo la mancata firma di Giuseppe Conte per il referendum è una ferita. Da Italia viva, Francesco Bonifazi è incendiario: “Il M5S non firma il referendum sulla cittadinanza, tratta sottobanco con Meloni sulla Rai, balbetta sui decreti Salvini sull’immigrazione, sostiene Trump contro Harris. Però poi i grillini vogliono farci lezione su cosa sia il centrosinistra. Se non fosse una cosa seria, ci sarebbe da ridere”. Ma nel centrosinistra va maturando la speranza che la prossima primavera possa tenersi un election day referendario, in cui si voti per la cittadinanza, contro l’Autonomia e per i quesiti della Cgil tra cui quello contro il Jobs acts.
La capogruppo Pd alla Camera Chiara Braga stuzzica Forza Italia: “Alla prova dei fatti, non ha avuto determinazione e coraggio per sostenere le ragioni di una legge per la cittadinanza”. Insomma, “quello di FI per i diritti è stato un amore estivo, una passione durata il tempo di un bagno al mare”. Maurizio Gasparri, il capo dei senatori azzurri, non fa una piega: “Noi facciamo quel che diciamo e diciamo quel che facciamo. E cioé, oggi mettiamo a punto la nostra proposta che prevede la cittadinanza legata allo studio in Italia, eventualmente con una prova finale”. Però, è vero che la strada pare in salita: “La Lega, si sa, è più chiusa. Ma la stessa Meloni nel luglio del 2022 ha fatto un intervento aperturista. E anche Ignazio La Russa, allora alla Camera, ha fatto alcuni emendamenti in quel senso”. Di ieri è anche la dichiarazione di monsignor Giuseppe Baturi, il segretario generale della Conferenza episcopale italiana: “Sul tema della cittadinanza la Cei ha sempre assunto un orientamento favorevole, in particolare al cosiddetto ius scholae”.









