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di Patrizia Maciocchi

Il Sole 24 Ore, 18 aprile 2023

L’eventuale dichiarazione di illegittimità costituzionale della norma che impedisce nei delitti aggravati di strage di far prevalere l’attenuante, porterebbe alla trasformazione dell’ergastolo in una pena dai 21 ai 24 anni. I giudici dovranno decidere sulla legittimità costituzionale della legge ex Cirielli che vieta di far prevalere le attenuanti sulla recidiva reiterata.

Un responso di non scarso rilevo per l’anarchico detenuto al 41 bis e da settimane ricoverato nel reparto di medicina penitenziaria del San Paolo di Milano, dopo sei mesi di sciopero della fame ora attenuato con l’assunzione di alcuni alimenti. La decisione riguarda, infatti, un procedimento penale per il delitto di strage che vede coinvolto Cospito con l’accusa, punita con l’ergastolo, di aver collocato degli ordigni presso la Scuola Allievi Carabinieri di Fossano per attentare alla sicurezza dello Stato.

Lo sconto di pena - A chiamare in causa la Consulta è stata la Corte d’Assise d’Appello di Torino investita del giudizio. Il giudice remittente chiede se sia in linea con la Carta l’articolo 69 comma 4 del Codice penale, introdotto con la ex Cirielli, per la parte in cui, nel caso di un delitto come quello contestato a Cospito, esclude la possibilità di far prevalere la circostanza attenuante (articolo 311 del Codice penale) sull’aggravante in caso di recidiva.

L’attenuante in questione consente di ridurre le pene inflitte per i delitti di strage “quando per la natura, la specie, i mezzi, le modalità o circostanze dell’azione, ovvero per la particolare tenuità del danno o del pericolo, il fatto risulti di lieve entità”. Ed è proprio il semaforo rosso sul trattamento di favore a pesare sul destino giudiziario di Alfredo Cospito, già giudicato recidivo. Se i giudici delle leggi affermassero l’illegittimità della norma, aprirebbero la strada all’applicazione dell’attenuante. E il reato più grave del quale è accusato l’anarchico non sarebbe più punito con l’ergastolo, ma con una pena compresa fra i ventuno ed i ventiquattro anni di reclusione. Cospito sta già scontando i 20 anni che gli sono stati inflitti per la vicenda oggetto del procedimento penale davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Torino, che dovrà ora rideterminare la pena dopo che la Cassazione ha riqualificato il reato contestato, aggravandolo, come strage politica. Chiara dunque l’importanza del verdetto della Corte costituzionale per l’ideologo del Fronte anarchico informale.