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di Tommaso Ciriaco

La Repubblica, 7 febbraio 2023

L’iniziativa del deputato di +Europa Riccardo Magi. Anche Costa (Azione) si prepara alla richiesta e Bonelli fa sapere che oggi andrà a via Arenula. Depositate due mozioni da Pd e M5S per le dimissioni del sottosegretario Delmastro, è favorevole anche il Terzo polo.

Se quel documento non è segreto, né coperto da una qualche forma di classificazione, allora il ministero della Giustizia permetta l’accesso agli atti. Da tre giorni, il deputato di +Europa Riccardo Magi attende invano una risposta da Carlo Nordio. E in assenza di segnali, domani si recherà personalmente nella sede del ministero a via Arenula per sollecitare la consegna dei documenti che contengono i dialoghi tra Alfredo Cospito e alcuni boss mafiosi, svelati in Aula dal deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Copasir Giovanni Donzelli, che ha ricevuto queste informazioni dal sottosegretario meloniano alla Giustizia Andrea Delmastro. Non è l’unico, Magi. Anche Angelo Bonelli, dei Verdi, annuncia che domani andrà via Arenula a sollecitare i documenti, visto il rifiuto finora opposto. Ed Enrico Costa di Azione si prepara a chiedere l’accesso agli atti.

Ecco il testo della richiesta di accesso agli atti di Magi: “Premesso che nel corso della discussione parlamentare svoltasi alla Camera dei Deputati nella seduta di martedì 31 gennaio 2023 (Resoconto Allegato), l’on. Giovanni Donzelli, durante il suo intervento ha dato pubblica lettura di uno stralcio di un documento del Ministero della Giustizia recante alcuni dialoghi intercorsi tra i detenuti Alfredo Cospito e Francesco Presta, in regime di 41-bis; in data 2 febbraio 2023 è stato diffuso un comunicato stampa del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nel quale il Ministro ha dichiarato che l’affermazione testuale dell’onorevole Donzelli: ‘dai documenti che sono presenti al Ministero della Giustizià è da riferirsi ad una scheda di sintesi del Nic non coperta da segreto, che non risultano apposizioni formali di segretezza né ulteriori diverse classificazioni sulla scheda, e che la natura del documento non rileva né disvela contenuti sottoposti al segreto investigativo o rientranti nella disciplina degli atti classificati”. Per questo, il deputato “chiede di prendere visione e/o di ottenere copia della scheda di sintesi del Nic a cui fa riferimento il Ministro Nordio nel comunicato stampa del 2 febbraio 2023 citato in premessa, nonché di ulteriore eventuale documentazione non coperta da segreto contenente i dialoghi tra il detenuto Alfredo Cospito e il detenuto Francesco Presta diffusi dall’on. Giovanni Donzelli, o tra Cospito e altri detenuti”.

È evidente che l’attesa è tutta per la risposta del ministero. Negare l’accesso agli atti avrebbe l’effetto di rinfocolare le polemiche attorno al comportamento di Delmastro e Donzelli, mentre permetterlo costituirebbe comunque un delicato precedente. “Non mi ha ancora risposto nessuno, attendo. E mi preparo ad andare al ministero”, dichiara Magi. E anche il deputato di Azione Costa si prepara a richiedere l’accesso agli atti. La battaglia attorno alle rivelazioni di Cospito non accenna a placarsi.

Le mozioni contro il sottosegretario - Intanto due mozioni per chiedere le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Delmastro, sono state presentate alla Camera dai gruppi del Pd-Avs e del M5S. Mentre il Terzo Polo preparerà una mozione di censura contro Delmastro insieme al Pd, come ha fatto sapere il leader di Azione, Carlo Calenda. L’opposizione si muove unita, come mai prima, su questo dossier. Un sottosegretario non può essere sfiduciato come un ministro, ma può essere invitato a dimettersi, così come chiedono le due mozioni. Se passasse anche una sola delle due, il sottosegretario dovrebbe essere invitato a dimettersi. In caso di rifiuto la sua nomina potrebbe venire revocata dal presidente della Repubblica sentito il presidente del Consiglio, d’intesa con il ministro interessato. I precedenti non mancano: dal caso dell’allora sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Armando Siri, a quello dell’allora viceministro Vincenzo Visco coinvolto nel 2007 nella vicenda Unipol-Gdf. Nel caso di Siri ci fu la revoca della nomina da parte del Presidente della repubblica Sergio Mattarella. Nel caso di Visco, quest’ultimo dovette rimettere la delega sulla Guardia di Finanza.