di Giuseppe Guastella
Corriere della Sera, 13 aprile 2023
La relazione della Polizia penitenziaria. L’anarchico: “Deciderò cosa fare dopo la Consulta del 18 aprile”. Alfredo Cospito si rifiuta “di dichiarare di sospendere lo sciopero della fame” contro il regime del 41 bis, cosa che avrebbe fatto ricominciando ad alimentarsi progressivamente fino ad “assumere cibi solidi”, affermano le relazioni dei sanitari e della Polizia penitenziaria, anche contro il parere dei medici dell’ospedale San Paolo di Milano che gli consigliano di seguire un protocollo specifico per riabituare gradualmente agli alimenti il fisico debilitato da oltre cinque mesi e mezzo di digiuno forzato.
E ieri una scritta di minacce con la “A” anarchica (“Se Alfredo muore sono c.... vostri”) è comparsa ieri pomeriggio in un bagno del palazzo di giustizia Milano. L’anarchico che sconta 20 anni di reclusione in regime di 41 bis nel carcere ad Opera, sta tornando gradualmente all’alimentazione volontaria dopo che i128 marzo il Tribunale di sorveglianza di Milano ha rigettato la sua richiesta di detenzione domiciliare per le cattive condizioni di salute dovute allo sciopero iniziato il 20 ottobre.
Nell’udienza di tre giorni prima nel reparto penitenziario del San Paolo, la presidente Giovanna Di Rosa, preoccupata per le sue condizioni, lo aveva pregato più volte di interrompere lo sciopero della fanne per gli “elevati rischi” per la sua salute. Non si sa se il 55enne pescarese ha accolto quell’invito, fatto è che dalle relazioni sulla sua salute e sul suo comportamento di sanitari e polizia penitenziaria emerge che il 29 marzo ha cominciato a mangiare qualcosa. Si legge che alle 8.30, mentre veniva sottoposto agli esami quotidiani e gli veniva portata la colazione, chiedeva “se con l’orzo potesse assumere del latte”.
Quando un sanitario gli risponde che è necessario chiedere al medico, Cospito “dava segni di nervosismo” staccandosi i fili degli strumenti di controllo e togliendosi “il berretto di lana che sbatteva ai piedi del letto dove era seduto”. Dicendo: “Ora lasciatemi stare in pace che devo fare colazione perché se il tè e l’orzo diventano freddi me li fate riportare”. Poi si scusava per “il suo nervosismo dovuto al calo glicemico”.
La relazione di due giorni dopo riporta che il detenuto “chiede di poter assumere del miele che a suo dire lo fa stare bene mentalmente” e afferma che “vorrebbe arrivare al 18 (aprile, ndr) giorno in cui deciderà se interrompere del tutto lo scia pero o continuare”.
In quella data la Corte Costituzionale si occuperà della valutazione delle attenuanti nel suo caso. Il 5 aprile inizia a prendere vitamine, integratori, bustine di zucchero tre volte al giorno, sali minerali, tre cucchiaini di miele, una bustina di Parmigiano grattugiato e “qualche cucchiaio di brodo”. L’ultimo rapporto, martedì scorso lo trova lucido, sveglio, respiro regolare, ma il peso è sceso da 120 a 69,5 chili. I medici “confermano il protocollo di rialimentazione dopo digiuno prolungato, che il paziente comprende, ma accetta con atteggiamento molto polemico”.
Continua con le vitamine e il resto e, “pur rifiutandosi di dichiarare di sospendere lo sciopero della fame, chiede di poter assumere cibi solidi, contravvenendo peraltro il protocollo di rialimentazione”. Ieri il suo legale, l’avvocato Flavio Rossi Albertini, ha detto che Cospito “si nutre col brodo vegetale” seguendo il piano alimentare indicato dal medico di fiducia.










