di Viola Giannoli, Liliana Milella
La Repubblica, 13 febbraio 2023
La richiesta alla Suprema corte di sospendere il 41 bis: “Il carcere duro serve solo a impedire altri reati”. Il detenuto in sciopero della fame è entrato in ospedale rifiutando la sedia a rotelle: “Scusate per il disturbo”. L’unico a non aver letto il parere del procuratore generale della Cassazione su Alfredo Cospito, che di fatto lo libera dal 41 bis, è Carlo Nordio. Lo leggerà solo oggi, se lo riceverà nel suo ufficio di via Arenula.
Sembra incredibile, ma è così. Parola dello stesso Nordio. Che si appresta a vivere un’altra settimana difficile. Da una parte il 41 bis di Cospito, divenuto misura dai piedi d’argilla dopo il knockout della Suprema corte. Dall’altra, dopodomani alla Camera, la seconda puntata del Delmastro gate, quando Nordio dovrà di nuovo difendere il sottosegretario dall’aver divulgato le note del Gom “a diffusione limitata”. A piazzale Clodio c’è aria di reati in vista. Ma l’ex pm Nordio dovrà fare l’avvocato difensore di Delmastro che fa politica con le carte del Dap.
Tant’è. Via Arenula non finisce di stupire. Accade così anche per la crociata contro Cospito che il ministro e i suoi considerano tuttora un capo operativo in grado di incitare alla rivolta perché ha detto “il corpo è la mia arma”. La procura generale della Cassazione non la pensa affatto così e chiede ora al tribunale di sorveglianza di Roma di rivedere la decisione sul 41 bis. Occhio alle date. Il 9 febbraio Nordio ufficializza il suo “sì” al carcere duro. Peccato che il giorno prima il sostituto procuratore della Corte, Piero Gaeta, depositi l’atto che libera Cospito dal 41 bis.
I giudici, secondo lui, hanno sbagliato e devono rivalutare la loro decisione di prorogarlo per altri 4 anni. Parole come pietre quelle di Gaeta, che tutto è fuorché una toga rivoluzionaria. Eccolo scrivere che c’è “una carenza di fattualità in ordine ai momenti di collegamento” di Cospito con gli anarchici. E “la verifica su tale punto essenziale non traspare nelle motivazioni” ma è “necessaria “ e non può essere “desumibile interamente e unicamente né dal ruolo apicale né dall’essere divenuto punto di riferimento dell’anarchismo in ragione dei suoi scritti e delle condanne riportate”.
Cospito sarà stato anche un capo, ma per tenerlo al 41 bis bisogna dimostrarlo con i fatti, non con semplici teorie. Gaeta è lapidario: il 41 bis non può giustificare “la rarefazione e la compressione di altre libertà inframurarie” se non con l’impedimento di “contatti e collegamenti” che risultino “concretamente” e “specificamente” finalizzati a evitare “ulteriori reati o attività dell’associazione esterna”. Insomma, “è necessario che emerga una base fattuale con elementi immanenti e definiti”, e questo “non è dato riscontrare” nell’ordinanza.
Ebbene sì, aveva ragione il legale della difesa Flavio Rossi Albertini a ricorrere in Cassazione e a premere su Nordio perché si assumesse la responsabilità politica. Perché Gaeta condivide la ragione principale della difesa, e cioè la “carenza di motivazione “ sul “collegamento funzionale “ tra le forti limitazioni del 41 bis e la tutela dell’esigenza di ordine e sicurezza, nonché sull’effettiva “idoneità” degli scritti di Cospito per provare la sua capacità di mantenere legami con l’esterno.
Toccherà ora ai giudici della Suprema Corte, il 24 febbraio, decidere se ha ragione il pg Gaeta o il tribunale di sorveglianza. Ma in un caso come questo, in cui la parte del duro spetta al pm che chiede il 41 bis, è difficile che i giudici vadano oltre le sue considerazioni. Che succede fino ad allora? Cospito resta al 41 bis all’ospedale San Paolo. Ci è arrivato sulle sue gambe rifiutando la sedia a rotelle e chiedendo scusa per il disturbo.
“Le sue condizioni sono stabili” per i medici. Ma Rossi Albertini ha diffidato l’ospedale da trattamenti e alimentazione forzati. I tempi non giocano per Cospito e dovrebbero spingere Nordio a valutare la proposta fatta su Repubblica dall’ex ministro Giovanni Maria Flick di sospendere il 41 bis in attesa che la giustizia, con i suoi di tempi, prenda una decisione definitiva.










