di Viola Giannoli
La Repubblica, 9 marzo 2023
Intanto il Csm apre una pratica a tutela dei giudici. La visita dello specialista che afferma: “Non ho potuto parlare con i colleghi dell’ospedale San Paolo perché non erano autorizzati a incontrarmi e dunque non conosco le loro intenzioni su un’eventuale alimentazione forzata”. Il 18 aprile udienza della Consulta.
“Le condizioni di sottopeso di Alfredo Cospito si fanno sempre più gravi”. Andrea Crosignani esce dall’ospedale San Paolo di Milano dove l’anarchico è di nuovo tornato da qualche giorno sempre recluso in regime di 41 bis. E in un audio inviato all’avvocato della difesa, Flavio Rossi Albertini, affida quello che è ormai diventato un bollettino sanitario bisettimanale sulla salute del 55ene pescarese della Fai in sciopero della fame da 140 giorni (oggi compreso).
“Non ho purtroppo potuto parlare coi colleghi dell’ospedale perché non avevano l’autorizzazione a incontrarmi ma ho solo consultato la cartella clinica”, fa sapere il medico di parte. “E per questo non so dirti quali saranno le decisioni anche in merito a un eventuale ipotesi di nutrizione forzata”. Un’ipotesi che si è fatta strada nelle ultime ore non solo per il peggioramento delle condizioni di salute dell’anarchico, ma anche dopo l’inatteso parere del Comitato nazionale di bioetica, parere puramente consultivo ma richiesto dal ministro Carlo Nordio al quale i componenti del Cnb hanno risposto a maggioranza che Cospito non può essere sottoposto a Tso finché è lucido ma in caso di imminente pericolo di vita i medici non sono esonerati dall’intervenire. Nel suo caso, sostengono 19 componenti su 33 del Comitato di bioetica, le disposizioni anticipate di trattamento, ovvero il rifiuto più e più volte espresso e comunicato da Cospito di essere sottoposto a cure forzate, non valgono. Perché sono viziate dal suo sciopero della fame, deciso in autonomia, per ottenere qualcosa, ovvero la revoca del 41 bis.
Non è ancora questa la situazione, ma è un orizzonte. Perché “Alfredo ha perso ancora peso”, spiega il medico, “ora la bilancia misura 69 chili. Ma è lucido e determinato a proseguire nel suo digiuno rifiutando anche l’assunzione del potassio. Gli ho spiegato che però questa condizione è ad altissimo rischio aritmico e l’ho informato di cosa potrebbe causare”.
“I valori del sodio sono nei limiti di norma, il potassio è sempre un po’ sotto, la previsione è che possa ulteriormente scendere”. Cospito presenta “un’iniziale acidosi metabolica che ci sta con la sua condizione di digiuno con valori ancora conservati”. In sostanza, l’anarchico soffre di un accumulo di acidi nell’organismo dovuto al fatto che non si alimenta ma al momento la situazione non è ancora precipitata. Così come non è ancora preoccupante il risultato dello screening elettrocardiografico. Ma, avvisa il medico, “tutte queste condizioni sono destinate a peggiorare ed è necessario che lui abbia un monitoraggio completo”. Una situazione che sconsiglia dunque il ritorno nel carcere di Opera.
Cospito “mi ha manifestato una anestesia alla gamba destra dove c’è un deficit motorio del piede”, conclude il medico. “E per questo riterrei sensata una valutazione neurologica ed eventualmente ulteriori accertamenti con una tac all’encefalo o una elettromiografia”. Esami che però, spiega Crosignani “possiamo solo suggerire”. Poi saranno i medici del San Paolo a dover decidere. Intanto il Consiglio superiore di magistratura ha aperto una pratica a tutela di tutti giudici, a partire da quelli della Cassazione, che si sono pronunciati sul caso Cospito. Il Comitato di presidenza di Palazzo dei marescialli ha dato il via libera alla richiesta presentata dai consiglieri di Magistratura Indipendente, secondo i quali i magistrati sono stati oggetto di una “denigrazione generica e generalizzata” e di una “delegittimazione diffusa ed indiscriminata”. Il fascicolo è stato assegnato alla Prima Commissione.
Per il 18 aprile, invece, la Corte Costituzionale ha fissato l’udienza che riguarda l’ordinanza della Corte d’Assise d’Appello di Torino con cui sono stati tramessi gli atti alla Consulta chiamata a esprimersi sulle attenuanti di cui potrebbe beneficiare Cospito a seguito dell’attentato verificatosi nel 2006 alla caserma degli Allievi carabinieri di Fossano, nel cuneese.
Nella sostanza, i giudici torinesi, nell’ordinanza avevano accolto la questione di legittimità costituzionale, sollevata dalle difese, sull’attenuante rispetto al reato di strage politica per il quale la procura aveva chiesto l’ergastolo. Il tema è quello della ‘lieve entità’: per Alfredo Cospito avendo la contestazione di recidiva reiterata specifica, la legge vieta il bilanciamento e, quindi, dovrebbe essere applicata la pena dell’ergastolo. Per questo si è deciso di rinviare gli atti alla Consulta per valutare se anche nel reato di strage politica debba operare il divieto di bilanciamento oppure no.










