di Viola Giannoli
La Repubblica, 10 febbraio 2023
L’avvocato: “Non si fermerà certo ora, è pronto a morire”. La salute di Alfredo Cospito ha “l’equilibrio di un castello di carte”, racconta Mauro Palma, il Garante dei detenuti che mercoledì ha incontrato per qualche minuto il detenuto anarchico recluso nel carcere di Milano Opera. Dopo 113 giorni di sciopero della fame, ha perso 47 chili: ora ne pesa 71, erano 118 in partenza, il 20 ottobre scorso, sui suoi 194 centimetri d’altezza.
“Non assume più gli integratori”, spiega il suo avvocato, il legale difensore Flavio Rossi Albertini. Beve acqua, dentro ci scioglie zucchero o sale, prende del miele, questa è la sua attuale alimentazione. E “andrà avanti fino alle estreme conseguenze. Se è giunto fino a qui non ho ragione per dubitare che sia determinato ad arrivare alle estreme conseguenze”. Fino alla fine? “Fino a morire”, dice l’avvocato che lo ha incontrato ieri per un colloquio di oltre due ore, ancor prima che venisse fuori la decisione del ministro della Giustizia Carlo Nordio di rigettare la richiesta di revoca del 41 bis.
Eppure Cospito, “evidentemente molto dimagrito, è sorprendentemente in condizioni decenti. Lo avevo visto un mese fa, è ancora lucido, abbiamo parlato delle sue giornate, dei libri che gli sono stati restituiti”, aggiunge Palma. “È costantemente e ben monitorato dai medici - spiega il Garante, in visita a Milano Opera proprio per controllare le cure al detenuto - Al momento la sua salute è stabile, seppur estremamente precaria, in pericolo costante, perché su un organismo così provato basta poco perché la situazione precipiti all’improvviso”. Se il castello di carte dovesse incrinarsi o crollare, Cospito verrebbe trasferito all’ospedale San Paolo, una possibilità di cui però al momento non si vede ancora la necessità.
È questo che Cospito teme: “Le affermazioni che aleggiano ogni tanto da parte dei medici su possibili Tso, su possibili valutazioni di natura psichiatrica che potrebbero aprire le porte all’alimentazione coatta. Su questo - racconta Rossi Albertini all’uscita dal carcere - è in allerta: non comprende perché una persona, che ha chiaramente espresso il suo punto di vista (il rifiuto totale del Tso, “dovranno legarmi al letto”, aveva detto, ndr), debba essere minacciato o posto nella condizione di quello che sarà il futuro sulle iniziative dei medici”.
Domani a visitarlo nell’istituto penitenziario andrà un professionista dell’Ats di Milano scelto dalla difesa come medico di parte. L’ultima visita della ex cardiologa di fiducia, Angelica Milia, risale al 26 gennaio quando Cospito era ancora recluso al Bancali di Sassari. Poi a vederlo sono stati solo i medici della prigione milanese. “Domani il medico vedrà le cartelle cliniche e quindi potrà farsi un’idea del suo effettivo stato di salute”, spiega Rossi Albertini, che oggi terrà con Luigi Manconi una conferenza stampa.
“Mancano due settimane al pronunciamento della Cassazione (che il 24 febbraio dovrà esprimersi sul reclamo presentato contro la decisione del tribunale di sorveglianza di Roma di confermare il 41 bis, ndr) - conclude l’avvocato - due settimane mi sembrano tante per un soggetto che ha perso 47 chili e si approssima ai quattro mesi di sciopero della fame”.











