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di Frank Cimini

L’Unità, 21 maggio 2026

Alfredo Cospito e l’Indonesia. Cosa c’entrano? La fantasia e l’immaginazione del ministro della Giustizia Carlo Nordio e delle sue teste d’uovo non hanno limiti. Tra i motivi per i quali hanno prorogato di altri due anni l’applicazione dell’articolo 41 bis del regolamento carcerario ci sono delle cose assolutamente surreali. Dicono e scrivono dal ministero di attentati incendiari fatti in Indonesia da una cellula anarchica tra il 2024 e il 2025 che dimostrerebbero la pericolosità tuttora attuale di Cospito. Come faccia un detenuto ristretto in un carcere di massima sicurezza con il regime più duro possibile a essere messo in relazione con quanto accade in un paese lontano dall’altra parte del mondo non si capisce.

Oppure lo si capisce spiegando il tutto con il bieco accanimento. Ma non è finita qui. La motivazione della decisione relativa alla proroga concentra la sua attenzione persino sugli indumenti neri indossati da Alfredo Cospito nei giorni in cui morirono al parco gli Acquedotti a Roma due anarchici mentre confezionavano un ordigno.

Facendo finta di dimenticare che il nero è il colore preferito storicamente dagli anarchici. La pericolosità di Cospito passa poi sempre secondo il ministero per il fatto che la sorella Claudia, unica familiare a incontrare Alfredo per quei pochi colloqui consentiti ai reclusi con il 41 bis, incontra amici e compagni del detenuto con i quali scambia informazioni. Si tratta di persone che con Alfredo avevano una consuetudine da anni. Loro chiedono notizie di Alfredo che a sua volta cerca di informarsi della vita degli amici e compagni.

La vita insomma per tutti è fatta di relazioni umane. Ma qui per inchiodare sempre di più il detenuto Cospito al carcere duro si criminalizza senza farlo formalmente la sorella e altre persone con alcune delle quali Alfredo in passato aveva condiviso anche la reclusione. Anche di questi argomenti si parlerà nell’udienza del tribunale di Sorveglianza presumibilmente dopo l’estate in cui sarà discusso il ricorso dell’avvocato Flavio Rossi Albertini contro la proroga del 41 bis. Cospito inoltre aspetta l’udienza in Cassazione sui libri e il Cd musicale che i giudici avevano autorizzato potesse acquistare ma che l’ennesimo ricorso del procuratore generale aveva bloccato.