di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 1 maggio 2026
Il ministero della Giustizia proroga il regime speciale per l’anarchico detenuto a Sassari. Tra ricorsi respinti e nuovi fronti giudiziari, resta il nodo sull’applicazione del 41 bis a un soggetto senza struttura mafiosa. Il ministero della Giustizia ha rinnovato il 41 bis nei confronti di Alfredo Cospito. Il provvedimento, atteso entro il 4 maggio, è stato notificato oggi all’avvocato difensore Flavio Rossi Albertini. Per l’anarchico detenuto nel carcere di Sassari altri due anni di carcere duro. Non è una sorpresa. Il rinnovo del 41 bis è diventato da decenni un atto quasi automatico: una volta entrati in quel regime, uscirne è raro. La legge prevede una revisione periodica, ma nella pratica i decreti di proroga si susseguono senza che il quadro di fondo cambi di una virgola.
Nel caso di Cospito, la Cassazione ha già confermato la misura due volte, nel febbraio 2023 e nel marzo 2024, respingendo ogni ricorso della difesa. Ogni rinnovo ministeriale porta con sé un decreto che Rossi Albertini potrà impugnare, aprendo un nuovo ciclo davanti al Tribunale di Sorveglianza e poi eventualmente in Cassazione. Ma l’esito, finora, è sempre lo stesso. La macchina gira, e Cospito resta dove sta.
La notizia arriva mentre è ancora aperto un altro fronte giudiziario che lo riguarda. Come spiegato da Il Dubbio, il Tribunale di Sorveglianza di Sassari aveva autorizzato l’acquisto di quattro libri, tra cui un romanzo di Shirley Jackson e un saggio di divulgazione scientifica, e di un cd delle Lambrini Girls. La direzione del carcere non aveva dato esecuzione al provvedimento, e il 14 aprile l’Avvocatura dello Stato ha depositato ricorso in Cassazione chiedendo di annullare quell’autorizzazione. Anche il procuratore generale aveva sollevato dubbi, ritenendo non opportuno che Cospito potesse avere materiale “veicolante messaggi di disobbedienza e di contestazione istituzionale”. Su questo versante la Cassazione dovrà ancora pronunciarsi.
Il nodo di fondo resta quello che gli avvocati difensori sollevano dall’inizio: il 41 bis nasce per recidere i legami tra un detenuto e la propria organizzazione criminale esterna, per impedire ai capi della mafia di continuare a dare ordini dal carcere anche quando sono dietro le sbarre. Cospito è un anarchico, il primo nella storia italiana a finire in quel regime.
Non ha strutture verticistiche da cui impartire disposizioni, non ha affiliati in attesa di ordini. La Direzione nazionale antimafia, nel 2023, si era espressa a favore della sostituzione del 41 bis con il regime dell’alta sicurezza, meno afflittivo. Non fu ascoltata allora. Non lo è adesso, a quattro anni dal decreto Cartabia. Con il rinnovo notificato al difensore, quella storia si allunga di altri due anni.











