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di Massimo Pisa

La Repubblica, 4 febbraio 2023

Corteo non autorizzato nel capoluogo lombardo, bombe carta a Napoli, proteste davanti al carcere a Bologna. Occupata La Sapienza a Roma. Occhi puntati sui prossimi eventi previsti. Un corteo improvvisato intorno alla Stazione Centrale milanese, in duecento dietro a due striscioni neri ad invocare l’abolizione del 41 bis.

Altri cinquanta anarchici che sfilano sotto il carcere del minorile del Pratello a Bologna, in protesta con cori contro lo Stato e “il regime di tortura” e un sit-in pacifico. Infine una bomba carta che esplode a Napoli in via Monteoliveto, a metà strada tra il Comando provinciale dei carabinieri e la Questura: non c’è rivendicazione, per ora, e la matrice rimane incerta, ma il timing appare più che sospetto. Ed è soltanto il primo tempo del weekend di manifestazioni di solidarietà ad Alfredo Cospito, l’ideologo anarchico in regime di isolamento che toccherà oggi il giorno 108 di sciopero della fame all’interno del carcere di Opera. Sarà lì fuori, oggi pomeriggio, che anarchici e militanti dei centri sociali di tutto il nord Italia - da Trento e Genova, passando per Bologna e Pisa - arriveranno per far sentire la loro voce fin dentro le sbarre della casa di detenzione più grande d’Italia.

Mentre a Roma (dove l’occupazione della Sapienza, con i provocatori manifesti che sono arrivati ad accusare il presidente Mattarella, è stata sospesa ieri) convergeranno le altre anime di una battaglia diventata trasversale a sinistra della sinistra, capace di saldare l’intera galassia dell’antagonismo in un unico fronte. Altre manifestazioni di piazza sono previste a L’Aquila, a Cosenza, ad Alba e a Latina. La soglia di attenzione, che si tradurrà in una presenza massiccia di polizia e carabinieri in assetto antisommossa, resta altissima.

Come la tensione, che a Milano è andata crescendo con il calare della sera e l’arrivo in Piazza Duca d’Aosta delle realtà anarchiche più combattive di Milano e provincia, rafforzate da studenti dei collettivi universitari e liceali, sindacalisti di base, vetero-femministe, squatter, un paio di centri sociali. Per un’ora, davanti ai turisti incuriositi che andavano e venivano dalla stazione, si sono alternati al microfono in una sorta di speaker’s corner all’inglese, di staffetta oratoria con i soliti bersagli: il regime carcerario tutto, lo Stato, la stampa (la pattuglia di cronisti e telecamere era nutritissima), la Giustizia, il capitale, in un unico calderone.

Poi è arrivato il momento di occupare la strada, di bloccare il traffico di auto e tram e cominciare a sfilare dietro i due drappi neri con gli slogan di serata per Cospito e per “un mondo senza galere”. Gli slogan arrivano ad offendere (“boia”) il Guardasigilli Carlo Nordio e il questore di Milano Giuseppe Petronzi, che da dirigente della Digos di Torino firmò l’indagine che portò all’arresto di Alfredo Cospito e Nicola Gai per gli spari alle gambe di Roberto Adinolfi, ad di Ansaldo Nucleare.

Dal mucchio partono insulti ai giornalisti e fumogeni in direzione di cameramen e fotografi, finché un operatore della trasmissione Fuori dal coro, di Rete 4, non viene colpito alla fronte: se la cava con un taglio tamponato da un cerotto, prima di riprendere il suo lavoro. I manifestanti provano a raggiungere il trafficatissimo piazzale Loreto ma vengono arginati dai cordoni di polizia e carabinieri e rientrano senza ulteriori violenze verso la Stazione. E danno appuntamento a sabato pomeriggio.