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di Liana Milella

La Repubblica, 24 gennaio 2023

“Se essere nordiano significa stare dalla parte della Costituzione, allora sì, sono nordiano” dice il responsabile Giustizia di Azione. Che definisce “una bufala pazzesca” le dimissioni di Nordio che “alla Meloni piace per quello che è”. “Io e tutto il Terzo polo stiamo dalla parte di Nordio e lo dimostreremo con le nostre proposte”. Tra i responsabili Giustizia, è il più anti giudici. Enrico Costa li vuole fuori da tutto, a cominciare dai ministeri, e pure da palazzo Chigi.

Costa, lei è molto più nordiano dei tre sottosegretari alla giustizia Sisto, Delmastro e Ostellari...

“Se essere nordiano significa stare dalla parte della Costituzione, della presunzione d’innocenza, della ragionevole durata del processo, e contro gli abusi della custodia cautelare e delle intercettazioni, ebbene sì, ammetto la mia colpa”.

Eh no, deve dire la verità, nessuno dei tre sottosegretari si fa interprete del “nordio” pensiero come lei...

“Non mi faccia dare pagelle ai colleghi. È sotto gli occhi di tutti che non cantino in coro con il ministro, che peraltro non ne ha bisogno perché sa fare benissimo il solista. E comunque non ha bisogno di selfie per non sentirsi solo”.

Ma quando è esplosa questa passione per Nordio?

“Da molto tempo. E in tempi non sospetti. Ho letto quello che scrive e lo condivido”.

E però Meloni lo ha messo sotto tutela dopo le spinte del suo stesso partito per farlo dimettere...

“Questa storia delle dimissioni è una bufala gigantesca. La presidente Meloni ha nominato Nordio ben conoscendo le sue idee e le sue posizioni. E non può trasformarlo in un burocrate”.

E ha messo nel conto che Nordio parla più da commentare dei giornali che non da ministro?

“Nordio parla da Nordio. Non dovrebbe esserci nessuna differenza tra quanto ha scritto prima di diventare ministro e quanto dice da Guardasigilli. Vorrebbero forse un ministro opportunista che dice una cosa prima di farsi nominare e affievolisce le sue tesi una volta in via Arenula?”.

Ma la politica è questo. Non andare a sbattere contro un muro per essere coerenti con se stessi...

“La coerenza invece è fondamentale. Soprattutto in una materia come la giustizia. E lo dice una forza politica come Azione che ha fatto approvare la presunzione d’innocenza, il fascicolo per valutare i magistrati, il diritto all’oblio per gli assolti, e l’ordine del giorno per tornare alla prescrizione ante Bonafede”.

Tutti obiettivi identici a quelli di Berlusconi, forse perché lei è stato berlusconiano?

“Partito che non ho esitato a lasciare quando si è appiattito sulle posizioni della Lega e di FdI”.

Tweet ogni giorno contro i giudici, ma Calenda è d’accordo con lei?

“Con lui ci confrontiamo sempre, è un vero liberale e vuole una giustizia in cui la sfera privata e i rapporti intimi non finiscono sui giornali”.

Magari su questo lei è più vicino a Renzi che a lui...

“Siamo un gruppo che ha un’identità ben chiara sulla giustizia, e con chiunque sentirà le stesse cose”.

Per caso vuole entrare in maggioranza e rubare il posto a Sisto? Lui è molto più moderato di lei...

“Sisto è un amico...”.

Non dica bugie...

“Noi siamo all’opposizione, ma non cieca come quella del Pd che arriva al punto di votare contro il ritorno alla prescrizione di Orlando. Opposizione costruttiva significa portare proposte e migliorare le norme”.

Sulle intercettazioni lei ha coperto l’inaccettabile intemerata di Nordio contro i pm. Lo ha pure applaudito?

“Certo, siamo contro gli abusi, le intercettazioni spiattellate sui giornali, i pdf delle ordinanze di custodia cautelare che circolano in rete”.

Vuole eliminare anche il Trojan proprio come lui?

“È uno strumento altamente invasivo che registra pure in bagno e in camera da letto”.

Ma lo sa che adesso, come dice il pm Albamonte, nessuno più parla al telefono fisso e al cellulare e tutti whatsappano, per cui senza Trojan le indagini sono morte?

“Il Trojan può fare video, prendere documenti sul cellulare, scaricare le foto, addirittura file nel cellulare. Va regolato in modo rigido e usato solo per reati gravissimi”.

La corruzione senza intercettazioni? I benefici penitenziari ai corrotti? Guardi che così fa il gioco dei delinquenti...

“Molte indagini possono essere risolte senza intercettazioni, con i metodi tradizionali, ma non si usa più perché è più comodo premere un tasto e scaricare centinaia di ore di conversazioni. La Costituzione non consente tutto questo”.

Adesso ce l’ha pure con noi giornalisti, la sua presunzione d’innocenza sta facendo cacciare i cronisti fuori dalle procure e, non contento, vuole pure toglierci le ordinanze di custodia cautelare integrali? E che siamo, nella Russia di Putin?

“Ma lei lo sa che un titolo su un’indagine può distruggere la vita di un uomo e anche chi esce innocente porterà una cicatrice indelebile?”.