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di Niccolò Carratelli


La Stampa, 18 novembre 2020

 

Le cause: spazi insufficienti per isolare i positivi, presidi sanitari carenti o inesistenti, buchi di organico della Polizia penitenziaria. Spazi insufficienti per isolare i positivi, presidi sanitari carenti o inesistenti, buchi di organico della polizia penitenziaria. Non è difficile mettere in fila le cause della crisi legata all'epidemia di Covid nelle carceri italiane.

Gli ultimi dati diffusi dal Partito Radicale e dall'associazione Antigone registrano, a livello nazionale, 658 detenuti positivi, di cui 32 ricoverati in ospedale, mentre tra gli agenti di Polizia penitenziaria i contagiati sono 824, tra i dipendenti amministrativi 65.

Per avere un'idea di quanto la crescita sia allarmante, basta ricordare che lo scorso 8 ottobre le cifre ufficiali diffuse dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria parlavano di 34 detenuti e 61 operatori di polizia contagiati. Oggi, su 192 istituti di pena del nostro Paese, 75 sono stati colpiti dal virus. In 11 carceri si contano più di dieci casi, in 66 i positivi oscillano fra 1 e 9. Le situazioni più critiche a Napoli (Poggioreale e Secondigliano), Milano (San Vittore e Bollate), Alessandria, Terni e Larino. Dati allarmanti, tanto che il Garante nazionale delle persone private della libertà sottolinea la necessità di pensare ad una "riduzione di presenze ben più consistente" di quella prevista.

Più benefici per svuotare le celle - Nel decreto Ristori sono stati inseriti benefici per una platea di oltre 3300 detenuti: arresti domiciliari per chi ha meno di 18 mesi di pena residua, ma con il braccialetto elettronico (non dovrà indossarlo chi ha una condanna non superiore ai sei mesi), licenze premio straordinarie anche di durata superiore a quella prevista dalla legge, cioè 45 giorni complessivi per ogni anno di detenzione fino al 31 dicembre.

Nella maggioranza c'è una discussione in corso, in particolare il Pd spinge per un ulteriore ampliamento delle agevolazioni, per tenere fuori dalle celle un maggior numero di detenuti. Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, sembra intenzionato ad assecondare l'orientamento del Parlamento.

Nella legge di bilancio, appena approvata dal Consiglio dei ministri, vengono stanziati fondi per le assunzioni anche nella polizia penitenziaria. Intanto le ultime circolari del Dap hanno stabilito nuove regole: qualora in un istituto si arrivasse ad una soglia del 5% di positivi, c'è la possibilità di sospendere tutte le attività, ad eccezione di quelle essenziali. Al commissario per l'emergenza Covid Arcuri, invece, è stato chiesto il reperimento di ambulatori mobili e la fornitura continua di test antigenici rapidi.

Detenuti senza dimora - Poi ci sono alcuni problemi oggettivi, come quello che riguarda i detenuti che possono usufruire degli arresti domiciliari, ma non hanno una casa: quasi 1200 sono senza fissa dimora. Il piano prevede che le regioni si attivino per trovare loro un alloggio. È stata stanziata una somma di circa 5 milioni di euro.

Nel frattempo sono stati individuati negli istituti spazi specifici per tre tipologie di detenuti, che devono essere separati fra loro e dal resto della comunità carceraria. Quelli in isolamento precauzionale perché provenienti da un altro carcere, dal pronto soccorso o reduci da un ricovero ospedaliero. Quelli in isolamento perché hanno avuto contatti stretti con soggetti positivi.

Infine i contagiati in quarantena. Senza dimenticare i nuovi detenuti, che vanno in ogni caso in isolamento preventivo e cautelare. Il problema è dove, perché ricavare nuovi spazi in molte strutture è praticamente impossibile. Tanto più se non si riesce a ridurre sensibilmente il cronico sovraffollamento delle celle.