di Antonio Piedimonte
La Stampa, 24 ottobre 2020
Lanciati fumogeni e bombe carta contro le forze dell'ordine e contro la sede della Regione. Coprifuoco alle 23 e lockdown paventato: è bastato questo a far esplodere la violenza nelle strade di Napoli. Ore di scontri tra manifestanti e forze dell'ordine, giornalisti aggrediti e feriti, lancio di bottiglie, pietre e bombe carte su poliziotti e carabinieri, cassonetti incendiati.
Per la prima volta in Italia l'insofferenza verso i provvedimenti presi per fronteggiare la pandemia si è fatta durissima protesta di piazza. Già emerse nei giorni scorsi, ma in forma civile, le tensioni sono esplose sino a diventare guerriglia nella zona di Santa Lucia, a pochi passi dalla sede della Regione Campania, che, benché vuota (data l'ora) era diventata l'obiettivo principe dopo l'ultimo intervento televisivo del governatore Vincenzo De Luca, che ha preannunciato un blocco totale di 40 giorni.
Coprifuoco, notte di guerriglia a Napoli: proteste contro De Luca - Composto da alcune centinaia di persone - in maggioranza giovani commercianti, ristoratori e altri lavoratori del by night (ma non solo) - il corteo si era mosso dalle piazzette del centro antico, a ridosso dell'università "L'Orientale" (uno dei luoghi della movida), dietro uno striscione che recitava "La salute prima cosa ma senza soldi non si cantano messe". I primi a finire nel mirino sono stati i vigili urbani, le cui auto imbottigliate nei vicoli sono state vandalizzate con la vernice spray. Le fila dei dimostranti, che alternavano appelli alla "libertà" ad insulti rivolti ai rappresentanti del governo regionale, si sono ingrossate man mano che la protesta si è spostata verso il Lungomare, e agli operatori commerciali si sono aggiunti gruppi di violenti, alcuni di quali legati al tifo organizzato. Il clima è dunque mutato rapidamente, gli slogan si sono incattiviti e anche gli atteggiamenti. A farne le spese diversi cronisti, a cominciare dai reporter di Rai News e di Sky tg24 (il collega Paolo Fratter è stato colpito e sbattuto sul cofano di un'auto), altri sono stati allontanati.
Covid, a Napoli in migliaia in corteo contro coprifuoco e lockdown - Quando i manifestanti sono arrivati vicino alla Regione è cominciato l'assalto a polizia e carabinieri con un fitto lancio di oggetti, fumogeni e petardi (che dimostrano la premeditazione). La rabbia feroce espressa dai tanti facinorosi - peraltro, manco a dirlo, sprovvisti di mascherine - e le fiamme sprigionate dai roghi dei contenitori dell'immondizia hanno evocato scenari da anni di piombo e hanno fatto prendere posizione ad alcuni degli organizzatori, che non avevano in mente una protesta violenta. Hanno preso le distanze dai (non pochi) teppisti, giunti anche in scooter. Ma come si può vedere anche nei video girati durante gli scontri, la dissociazione dei commercianti ha scatenato nuove, brusche diatribe. Grande professionalità e sangue freddo hanno dimostrato gli uomini in divisa, che erano ovviamente in assetto antisommossa, i quali hanno contenuto l'aggressione limitandosi a cariche di alleggerimento e al lancio di lacrimogeni, evitando così che il bilancio dei danni si potesse estendere anche alle persone. Le violenze si sono fermate solo dopo la mezzanotte (dunque molto dopo il coprifuoco anti Covid).
Scatta il coprifuoco in Campania, violenti scontri a Napoli - Indignato e fermo il commento del questore Alessandro Giuliano: "Questa sera abbiamo assistito a veri e propri comportamenti criminali verso le forze dell'ordine. Nessuna condizione di disagio, per quanto umanamente comprensibile, può in alcun modo giustificare la violenza". La preoccupazione, peraltro già emersa più volte nelle scorse settimane, è che a Napoli come in altre zone del Paese la disperazione provocata dalla crisi economica possa far alzare ancora il già alto livello di tensione sociale.










