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di Giampiero Maggio


La Stampa, 6 gennaio 2021

 

Ipotesi stato di emergenza fino al 31 luglio: cosa significa e cosa cambia. I timori del governo per una terza ondata e la curva dei contagi che non rallenta. Verso il nuovo Dpcm del 15 gennaio. Oggi sarà l'ultimo giorno in zona rossa per l'Italia. E da domani si entrerà in una sorta di zona gialla rafforzata, con restrizioni che andranno dal blocco degli spostamenti tra Regioni e una serie di altri obblighi simili a quelli applicati durante le festività. Terminata questa fase, intorno al 15 di gennaio, ne seguirà un'altra: molto dipenderà dalla curva dei contagi e soprattutto dai valori Rt e dai parametri stabiliti dal Comitato tecnico scientifico relativi alla pressione sugli ospedali e sulle terapie intensive. Il governo agirà, molto probabilmente, seguendo anche in questa seconda fase le varie colorazioni. E per entrare in fascia bianca, con un allentamento delle restrizioni, si dovrà avere un indice Rt inferiore a 1.

Spunta, poi, un'altra ipotesi: l'idea del governo di Giuseppe Conte di prorogare lo stato di emergenza fino al 31 luglio. Dunque, le prossime mosse dell'esecutivo saranno un nuovo Dpcm entro il 15 gennaio e, appunto, un prolungamento dello stato di emergenza. Si procederà a piccoli passi, ogni decisione sarà condizionata, inevitabilmente, dalla curva dei contagi.

Ieri è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge 5 gennaio 2021 n. 1 che entra in vigore da oggi. Nel periodo fino al 15 gennaio, data di scadenza del decreto legge n. 158/2020 e del Dpcm 3 dicembre, varranno le stesse regole per tutta Italia seppur diverse giorno per giorno (zona gialla rafforzata il 7 e l'8 gennaio, zona rossa nel week end 9-10 gennaio), mentre da lunedì 11 si ritornerà alle zone di colore, che cambieranno in ogni regione dopo il nuovo monitoraggio dell'Istituto Superiore di Sanità con la modifica dell'indice di contagio Rt che porterà nuovi territori in zona arancione o rossa (ci sono dieci regioni sotto la lente, in particolare Veneto, Liguria e Campania) e l'ordinanza del ministero della Salute attesa al più tardi per il 9 gennaio.

Ecco cosa prevede il decreto-legge:

Punto numero 1. "Dal 7 al 15 gennaio 2021 è vietato, nell'ambito del territorio nazionale, ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra regione o provincia autonoma".

Punto numero 2. "Nei giorni 9 e 10 gennaio 2021 sull'intero territorio nazionale, ad eccezione delle Regioni cui si applicano le misure di cui all'articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020, si applicano le misure di cui all'articolo 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020, ma sono consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia".

Punto numero 3. "Fino al 15 gennaio 2021 nelle regioni in cui si applicano le misure di cui all'articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020 è altresì consentito lo spostamento, in ambito comunale, verso una sola abitazione privata una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le 5 e le 22 e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi. Per i comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti lo spostamento di cui al presente comma è consentito anche per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia".

Punto numero 4. "Nell'intero periodo di cui al comma 1 restano ferme, per quanto non previsto nel presente decreto, le misure adottate con i provvedimenti di cui all'articolo 2, commi 1 e 2, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35".

Partiamo da alcuni punti fermi. La Germania ha predisposto nuovi blocchi, il Regno Unito sta vivendo giorni difficili a causa di un picco dei contagi (ieri, circa 60 mila nuovi positivi al coronavirus) ed è nel pieno di una terza ondata a causa della variante inglese del virus. Variante che preoccupa l'Europa e che costringe i capi di governo a mantenere alta l'attenzione. È per questo che i giorni a venire per l'Italia sono cruciali.

Il governo, dunque, ha già pronto un nuovo Dpcm che, come detto, stabilirà non solo l'istituzione delle tre fasce di colore, ma anche una cosiddetta "zona bianca": chi rientrerà in quella fascia potrà, di fatto riaprire tutto. La condizione necessaria? Avere un Rt sotto uno, rischio basso e meno di 50 casi ogni 100mila abitanti. Al momento, però, nessuna Regione detiene queste caratteristiche. In zona bianca potranno riaprire palestre, teatri, cinema, sale da concerto, musei come già aveva anticipato, nei giorni scorsi, anche il ministro dello Sport Spadafora e come, di fatto, aveva suggerito il ministro Dario Franceschini.

Di pari passo procederà il piano di vaccinazioni, che ieri ha subito una vera e propria accelerazione e che dovrebbe portare, secondo i piani di esperti e dell'esecutivo, ad una immunità di gregge entro l'autunno/fine 2021. Per questo, come aveva precisato Giuseppe Conte durante la conferenza stampa di fine anno a Villa Madama, non è da escludere una proroga di altri sei mesi, ovvero fino al 31 luglio, dello stato d'emergenza in scadenza, come è noto, il 31 gennaio. Sono già filtrate alcune indiscrezioni, con l'indicazione di due date: il 31 marzo e, appunto, il 31 luglio. Il tema è stato ampiamente affrontato anche sul sito del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali sul decreto Milleproroghe: cosa significa?

Intanto si segnala, in particolare, "la proroga al 31 marzo 2021 dell'utilizzo della procedura semplificata di smart working". La proroga (come data più prudenziale fissata nel 31 marzo) riguarda, inoltre, numerose misure in ambito scolastico e universitario, medico-sanitario, in tema di protezione dei lavoratori e della collettività, in materia di svolgimento degli esami di Stato di abilitazione all'esercizio delle professioni e dei tirocini professionalizzanti e curriculari.