La Provincia di Cremona, 26 marzo 2015
"Ancora tensioni e follia in carcere. Un detenuto che ingerisce candeggina. Un altro che si ferisce. Un terzo che si intossica di psico-farmaci. Nel penitenziario il clima pesante è evidente. Via direttore e comandante". Attacca con queste parole, dure, diretteci comunicato con il quale un sindacato degli agenti di polizia penitenziaria, il Sappe, torna a puntare i riflettori su quel che accade nella casa circondariale di Cremona, la struttura dove pochi giorni fa è stato toccato il record storico di detenuti stranieri, il 76 per cento del totale (320 su 417).
"Sembra senza fine l'ingovernabilità e l'invivibilità del carcere di Cremona - si legge nelle prime righe della nota diffusa ieri dal Sappe - per la continua riproposizione di eventi critici. Quei che accade ogni giorno nel carcere di Cremona e sintomatico di una ingovernabilità e di una disorganizzazione da parte del direttore del carcere e del comandante del reparto di polizia penitenziaria rispetto alle quali l'amministrazione della giustizia regionale e nazionale - prosegue il documento - non possono continuare a restare inerti ma devono quanto prima avvicendarli con altri dirigenti e funzionari evidentemente più stimolati professionalmente". Secondo il segretario generale dei sindacato autonomo polizia penitenziaria , Donato Capece, "non si può continuare cosi. L'altra notte un detenuto ha ingerito candeggina. Sabato un altro si è inflitto lesioni al corpo mentre un terzo si è intossicato trangugiando psicofarmaci.
Un altro ristretto - prosegue Capece - è stato colpito da infarto. Come si può lavorare in queste condizioni, con picchi di stress pazzeschi e il serio rischio di subire in prima persona queste forme di follia detentiva da parte di alcuni detenuti? E perché succedono tutte queste cose a Cremona? Possibile che lì, dove ci sono 417 detenuti, meno della metà di quelli presenti a San Vittore a Milano (965) ed un terzo di quelli ristretti a Opera (1.271), ci siano stati nel 2014 più episodi di autolesionismo (120) che nei due penitenziari milanesi (46 a San Vittore, 35 a Opera)? Come mai a Cremona 17 detenuti hanno tentato il suicidio nel 2014 rispetto ai 4 di Opera ed ai 14 di San Vittore, con un numero di presenze nettamente superiore? E allora che senso ha dire che tutto va bene, quasi che il Sappe fosse visionario, arrivando a minacciare ritorsioni ai nostri sindacalisti che ci raccontano quel che succede tra le quattro mura del carcere di via Palosca? Serve altro. Sarebbe ora di cambiare direttore e comandante a Cremona".










