di Paola D’Amico
Corriere della Sera, 7 ottobre 2024
Apre in centro storico, nell’ex locanda Torriani, lo gestirà la coop sociale “Fratelli Tutti” di don Roberto Musa, cappellano del carcere, che ha già aperto la panetteria “Dolce e Salato”. Il team composto da ragazzi con disabilità formati ad hoc. Nati alla fine del 1600 in Francia, i caffè letterari erano luoghi di incontro per intellettuali, artisti e scrittori, che si davano appuntamento per scambiarsi opinioni, esperienze e informazioni su tutto ciò che potesse avere un interesse a livello culturale. A partire da Parigi, cominciarono a sorgere caffetterie analoghe anche nel resto dell’Europa e in America. Dalla Francia e dall’Inghilterra, ben presto il caffè letterario raggiunse anche Venezia, per poi diffondersi in tutta la penisola. Le “coffee house” accoglievano poeti, intellettuali e uomini d’affari; in Italia, Casanova e D’annunzio furono tra gli ospiti più celebri dei caffè letterari. Ebbene tra meno di una settimana, lunedì 14 ottobre, anche a Cremona, la città del torrone, aprirà in caffè letterario.
Nella ex Locanda Torriani - Nasce nella ex Locanda Torriani e a gestirlo sarà la cooperativa sociale Fratelli Tutti, presieduta da don Roberto Musa, cappellano del carcere “Ca’ del ferro”, già da tempo attiva nel campo dell’offerta di lavoro a persone fragili, come testimonia il successo della panetteria “Dolce e Salato” di via Robolotti, in cui ragazzi con fragilità e detenuti nel loro percorso di giustizia ripartiva realizzano prodotti da forno. L’apertura è pensata innanzitutto per garantire a queste persone, molte delle quali in grado di operare in piena autonomia, un’opportunità di inclusione lavorativa e sociale; gli avventori avranno invece la possibilità di gustare prodotti tipici di qualità, di usufruire delle iniziative organizzate da CrArT (Cremona Arte e Turismo) e di approfondire la propria conoscenza della storia e delle tradizioni cittadine attraverso la lettura dei volumi in esposizione. Il pubblico verrà dunque accolto da una squadra composta da ragazzi con disabilità professionalmente formati. Un progetto volto a promuovere l’aggregazione, sotto il segno del buon cibo, della cultura e della conoscenza della città.









