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di Daniele Rescaglio

Il Giorno, 24 agosto 2025

L’uomo, di 40 anni, era di origine magrebina. Il sindacato: “Sistema al collasso, servono misure immediate”. Nel carcere lombardo 563 detenuti in soli 384 posti. Ancora morte dietro le sbarre. Un detenuto di origine magrebina di 40 anni è deceduto venerdì pomeriggio nella Casa Circondariale di Cremona dopo aver inalato gas da una bomboletta da campeggio. L’ennesimo caso che riaccende i riflettori sulla drammatica situazione del sistema carcerario italiano. Secondo le prime ricostruzioni, ha spiegato Gennarino De Fazio, Segretario Generale della Uilpa Polizia Penitenziaria, l’uomo avrebbe utilizzato il gas della bomboletta normalmente destinata alla preparazione dei pasti.

Un gesto che, stando alle dichiarazioni del sindacato, potrebbe configurarsi come l’ennesimo suicidio dell’anno, anche se non si esclude che si tratti di un incidente. “Tutto lascia pensare a un suicidio, sebbene sia ricorrente sniffare il gas per ricavarne effetti allucinogeni.

Se si trattasse, come sembra probabile, di un gesto volontario, sarebbe il 55esimo recluso che si toglie la vita (più un ammesso al lavoro all’esterno e un internato in una Rems) dall’inizio dell’anno, cui bisogna aggiungere tre operatori. Non c’è pace evidentemente nelle carceri, fra suicidi, rivolte, aggressioni agli operatori, quasi 2.000 nel 2025, risse, stupri, evasioni, traffici illeciti e molto altro ancora”.