La Provincia, 21 aprile 2015
Tensione senza fine nel penitenziario, nuova denuncia del Sappe. Sembra davvero non avere fine la spirale di tensione e violenza che caratterizza ormai da mesi il carcere di Cremona, da tempo al centro di eventi critici e delle critiche sindacali del Sappe, l'organizzazione più rappresentativa dei baschi azzurri.
"Questa mattina (lunedì 20 aprile, ndr) - si legge nella nota diffusa dal segretario generale del Sappe, Donato Capece - un detenuto straniero si è ferito. Il tempestivo intervento degli agenti di servizio ha impedito che la situazione degenerasse. A seguire si sono rese necessarie le cure dell'uomo presso l'infermeria, ma non è finita lì. Lo stesso detenuto, rientrato in cella, ha dato fuoco a quel che aveva nella sua camera detentiva. Poteva essere una strage.
Fiamme e fumo hanno invaso la cella e la sezione, ma proprio il tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari ha scongiurato conseguenze drammatiche. Il fumo era denso e pericoloso, tale da determinare anche grida di allarme da parte degli altri detenuti, e i poliziotti sono stati eroici nel loro comportamento. Si è reso necessario far evacuare la sezione detentiva. Cinque poliziotti sono rimasti intossicati e sono dovuti ricorrere alle cure ospedaliere. Poteva essere una tragedia, sventata dal tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari di servizio nel Reparto e dal successivo supporto dei loro colleghi. Sono stati momenti di grande tensione. Sono stati bravi i poliziotti a intervenire tempestivamente, con professionalità, capacità e competenza".
Secondo Capece, "questo gravissimo episodio è sintomatico di una tensione detentiva che noi denunciamo da tempo. Da mesi segnaliamo le criticità interne al carcere, dove evidentemente la situazione sembra sfuggire di mano a direttore e comandante del reparto di polizia penitenziaria, che evidentemente hanno improntato una organizzazione del lavoro e una quotidianità penitenziaria fallimentare sotto il punto di vista della sicurezza e della rieducazione trattamentale".
Il Sappe torna così a chiedere, "nell'indifferenza dell'amministrazione penitenziaria, una ispezione ministeriale e l'allontanamento da Cremona di direttore e comandante della polizia penitenziaria". Nel 2014 - ricorda Capece - nella casa circondariale di Cremona si è registrato un numero di atti di autolesionismo (120) maggiore di quelli del penitenziario di Milano San Vittore (46), che però ha quasi il triplo dei detenuti. "Le responsabilità di direttore e comandante per quel che da mesi avviene in carcere a Cremona mi sembrano palesi e mi sorprende - conclude Capece - che l'amministrazione penitenziaria non adotti adeguati provvedimenti".










