cremaonline.it, 23 aprile 2020
"Vigilare affinché la custodia delle persone sottoposte alla limitazione della libertà personale sia attuata in conformità alle norme nazionali e alle convenzioni internazionali sui diritti umani ratificate dall'Italia". La Provincia di Cremona, nella seduta del 20 aprile, ha istituito il garante provinciale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. Come sottolineato dal promotore dell'iniziativa, Giovanni Gagliardi, "le iniziative già intraprese con la casa circondariale di Cremona e le ottime relazioni tra istituzioni hanno portato alla creazione di progetti formativi, di lavoro ed educativi promossi dalla Provincia, non ultimo il documentario-film Cremona e il suo carcere, con la regia di Alessandro Scillitani, nato da una idea di Giorgio Brugnoli".
Il garante avrà il compito di effettuare "visite periodiche per instaurare colloqui con i detenuti e prendere visione della situazione strutturale e di funzionamento dell'istituto, per rappresentarne all'esterno le esigenze e sostenere iniziative tese al miglioramento delle condizioni di detenzione". Tutelerà le persone 'private della libertà personale attraverso l'osservazione, la vigilanza e la segnalazione alle autorità competenti delle eventuali violazioni di diritti, di qualsiasi genere"; chiederà "chiarimenti o spiegazioni, sollecitando gli adempimenti e le azioni necessarie". Potrà ricevere dai detenuti o da chiunque altro ne sia a conoscenza segnalazioni "sul mancato rispetto della normativa penitenziaria e/o su presunte violazioni dei diritti dei detenuti".
Avrà la possibilità di "ricevere i parenti delle persone detenute, i conviventi e le persone ammesse alle misure alternative anche sulla base di richieste dagli stessi formulate". Tra i suoi compiti specifici, la promozione di "una cultura della umanizzazione della pena (anche mediante iniziative di sensibilizzazione pubblica sui temi dei diritti umani fondamentali)". Lavorando "d'intesa con le altre istituzioni pubbliche e del privato sociale" farà in modo che i detenuti possano usufruire di tutti i loro diritti e farà in modo di "facilitare ai soggetti in carcere o limitati nella libertà personale la garanzia di prestazioni inerenti il diritto alla salute, all'affettività, alla libertà religiosa, alla qualità della vita, all'istruzione scolastica, alla formazione professionale e al lavoro, nell'ottica del principio del reinserimento sociale". Insieme alle amministrazioni pubbliche si farà garante della fornitura di "prestazioni ottimali di servizio nel campo del diritto alla salute, all'istruzione, al lavoro".
Il garante viene scelto dal presidente della Provincia, "sentito l'Ufficio di Presidenza e previa consultazione con il dirigente dell'Amministrazione penitenziaria locale". Le candidature vengono accolte attraverso un avviso pubblico. Sono ammessi "i residenti nella provincia di Cremona, con competenza ed esperienza nel campo dei diritti umani, delle tematiche sociali, dell'istruzione, della formazione e del lavoro e con particolare sensibilità per le tematiche relative alle persone temporaneamente private della libertà a seguito di provvedimenti giudiziari". Il garante opera in veste monocratica e resta in carica tre anni e prosegue l'attività sino all'insediamento del successore.










