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di Damiano Aliprandi

Il Dubbio, 14 novembre 2024

Il sistema dell’esecuzione penale esterna registra un boom di numeri, ma paradossalmente non riesce a decongestionare le carceri. È quanto emerge dall’analisi del Garante delle persone private della libertà della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, che fotografa una situazione complessa e per certi versi contraddittoria. I dati più recenti, aggiornati al 31 ottobre 2024, mostrano un incremento significativo delle persone in carico agli uffici dell’esecuzione penale esterna (Uepe), raggiungendo quota 140.744, di cui 93.028 sottoposte a misure alternative alla detenzione. Un aumento vertiginoso rispetto al dicembre 2019, quando i numeri si attestavano rispettivamente a 102.119 e 60.360, segnando così una crescita del 38% per il totale delle prese in carico e del 54% per le misure alternative. L’analisi rivela che la maggior parte delle misure alternative (68%) coinvolge persone provenienti dalla libertà o dagli arresti domiciliari, mentre solo il 32% proviene dagli istituti penitenziari. Un dato che rimane sostanzialmente stabile nel tempo e che evidenzia come il sistema dell’esecuzione penale esterna intercetti principalmente soggetti esterni al circuito carcerario.

Tra le misure più utilizzate, la detenzione domiciliare e l’affidamento in prova ai servizi sociali rappresentano il 49% del totale, seguite dalle misure e sanzioni di comunità al 41%. È interessante notare la crescita delle sanzioni e pene sostitutive, passate dallo 0,6% del 2019 all’attuale 5%.

Tuttavia, questo consistente ampliamento del sistema di esecuzione penale esterna non ha prodotto gli effetti sperati sul fronte carcerario. Al contrario, la popolazione detenuta è aumentata del 2% rispetto al periodo pre- pandemia e del 15% rispetto alla fine dell’emergenza Covid nel dicembre 2021. I dati mostrano chiaramente che l’esecuzione penale esterna coinvolge principalmente persone al di fuori del circuito carcerario, con un impatto marginale sul sovraffollamento cronico delle carceri italiane. Questa tendenza è ancora più evidente considerando i numerosi detenuti in attesa di giudizio o con pene residue inferiori a tre anni, che potrebbero beneficiare di misure alternative. Tuttavia, nonostante l’aumento delle esecuzioni penali esterne, la popolazione carceraria continua a crescere significativamente, soprattutto negli ultimi due anni.