ilcrotonese.it, 8 aprile 2020
"Siamo 146 in un carcere dove ne possono stare 90: servono interventi urgenti perché le misure di prevenzione non sussistono e basterebbe un solo contagio per coinvolgere tutta la popolazione detenuta". È quello che scrivono i detenuti nella casa circondariale di Crotone al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ed al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, annunciando che da venerdì 7 aprile hanno iniziato lo sciopero della fame.
Nella lettera, che il garante dei detenuti del Comune di Crotone, Federico Ferraro, ha fatto pervenire alla stampa, viene espressa preoccupazione per l'evolversi della pandemia all'interno del mondo carcerario. I detenuti denunciano il sovraffollamento: "La capienza della casa circondariale di Crotone è di 90 detenuti, siamo circa 146 vivendo in due sezioni e una emergenziale. Viviamo nelle stanze di pernottamento invece di cinque siamo in otto ed n quelle da due siamo in quattro".
I detenuti chiedono al Governo l'adozione di misure legislative che consentano l'osservanza della misure di sicurezza imposte dall'organizzazione mondiale della sanità e dal Ministero della Salute anche all'interno della locale casa circondariale: "Siamo stati dei detenuti pazienti ed educato come può attestare la direttrice nostra, con tutto il personale penitenziario e sanitario, ma siamo arrivati ad una situazione invivibile e disumana" per cui si ritiene necessario "attuare anche in via provvisoria delle misure alternative, o domiciliare, onde evitare di arrivare ad una situazione di collasso in quanto la struttura è carente di personale penitenziario e quello sanitario non è sufficiente a tutelare la nostra vita".
In una seconda lettera, indirizzata al garante comunale, Federico Ferraro, invece, i detenuti nel carcere di Crotone spiegano il motivo dello sciopero della fame sostenendo "l'impossibilità di mantenere all'interno dell'istituto uno stile di vita adeguato alle linee guida del Dpcm visto l'ingresso dei nuovi giunti e nonostante l'egregio sforzo dell'intero corpo di polizia penitenziaria che, insieme a noi, e forse più di noi, è esposto a questo terribile virus". Viene anche chiesto "l'invio di mascherine e di disporre quanto prima il tampone obbligatorio per tutti i nuovi giunti e per gli operatori esterni".
Il Garante comunale dei detenuti, Federico Ferraro, auspica "un sollecito intervento anche della Magistratura di Sorveglianza territorialmente competente dal momento che tale situazione non può considerarsi come gestione dell'ordinaria amministrazione, bensì come situazione di carattere eccezionale ed urgente".










