Il Dubbio, 18 giugno 2020
"Si rischia un "vulnus" al diritto di difesa". È questo il parere reso dalla VI commissione del Csm sul decreto del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che ha previsto un sistema di rivalutazione periodica della concessione dei domiciliari ai detenuti per motivi di salute legate all'emergenza sanitaria.
Il parere è stato approvato ieri pomeriggio dal plenum a maggioranza, con l'astensione dei laici M5S Filippo Donati e Fulvio Gigliotti e del procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi. La sesta commissione critica infatti "la serrata tempistica con la quale essi devono intervenire", ovvero entro 15 giorni, e "la complessità degli accertamenti da svolgere periodicamente", cioè ogni mese, la quale "determinerà un notevole aggravio del lavoro della magistratura di sorveglianza".
La quale "dapprima investita del compito di risolvere il cronico problema del sovraffollamento delle carceri, con il dl che le ha offerto ridotti strumenti/ argomenti per valutare i presupposti dell'applicazione di misure alternative", ora viene "investita del compito di offrire una supplenza rispetto al problema del reperimento di strutture interne al circuito penitenziario".
La norma ha ottenuto ieri il via libera del Senato, con 154 voti a favore, 129 contrari e 2 astensioni alla fiducia posta martedì dal governo. Il maxi emendamento al dl 28/ 2020, che ora passa all'esame della Camera, proroga al primo settembre l'entrata in vigore della riforma dell'ex ministro della Giustizia Andrea Orlando sulle intercettazioni. Una proroga resa necessaria a causa delle ripercussioni nel settore della giustizia dell'emergenza coronavirus.
Entra invece immediatamente in vigore il deposito in forma telematica degli atti e dei provvedimenti riguardanti le intercettazioni. Il decreto stabilisce, soprattutto, la fine della Fase 2 della Giustizia, fissando al primo luglio la data del ritorno nelle aule di tribunale, e approva anche le udienze da remoto per la Giustizia amministrativa, così come proposto dall'Unione nazionale avvocati amministrativisti.
Ma il punto più controverso è, appunto, quello relativo al carcere, dopo le polemiche delle scorse settimane sugli arresti domiciliari concessi a diversi condannati per 416bis. Il testo prevede che per la concessione degli arresti domiciliari e dei permessi ai detenuti per reati legati alla criminalità organizzata e sottoposti al 41bis il magistrato di sorveglianza, prima di decidere, dovrà chiedere il parere del procuratore della Repubblica del tribunale del capoluogo del distretto dove è stata emessa la sentenza e del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo. "Un altro passo importante per il miglioramento del sistema giustizia", ha commentato Bonafede. La norma disciplina, infine, anche l'utilizzo dell'App Immuni.










