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targatocn.it, 5 gennaio 2026

Giulia Marro, consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), assieme al segretario nazionale dei Radicali Italiani, il cuneese Filippo Blengino e a Francesca Druetti, segretaria di Possibile, stamattina hanno visitato il carcere di Cuneo, la Casa circondariale Cerialdo. Un segno di attenzione verso un mondo, quello delle carceri, dove i problemi sono tantissimi. Quello del capoluogo della Granda, dove sono reclusi circa 400 uomini, per il 70% stranieri, non fa eccezione, anzi. Il Cerialdo è carente da sempre di attività che consentano ai detenuti non solo di trascorrere il tempo, ma anche di fare qualcosa di costruttivo e arricchente, che possa essere un bagaglio da spendere una volta fuori da lì. 

Ma mancano risorse, personale, mediatori culturali, e chi delinque, nel 70% dei casi, se esce in carcere ci torna. L’Italia è il Paese europeo con il più alto tasso di recidiva. Senza contare che il sovraffollamento e la cronica mancanza di personale rendono difficile strutturare qualunque percorso di reinserimento, che dovrebbe rappresentare, secondo la Costituzionale, la vera funzione della pena. Proprio per accendere i riflettori su questi non luoghi, spesso ai margini delle città, di certo ai margini della società, i Radicali da sempre visitano le carceri, così come AVS e Possibile. Insieme per tenera alta l’attenzione anche sul tanto decantato tema della sicurezza, che non può esserci laddove non vengono messi in atto percorsi di reinserimento seri e strutturati. Chi entra in carcere nella stragrande maggioranza dei casi torna a delinquere non appena uscito, perché nessuno gli ha dato la possibilità o gli strumenti per provare a percorrere strade alternative. Questo è - ma non diciamo niente che non si sappia da anni - il fallimento del sistema penitenziario come strumento di rieducazione.