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di Sandro Marotta

La Stampa, 22 aprile 2026

“Ma c’è tempo solo 14 giorni”. Il reinserimento occupazionale e sociale dei detenuti a Cuneo, Saluzzo, Alba e Fossano. Due settimane esatte per presentare un progetto di formazione completo destinato ai detenuti. Questi sono i tempi per partecipare al bando della Regione Piemonte per il reinserimento socio-lavorativo delle persone recluse nelle carceri piemontesi, nel Cuneese sono 4 (Cuneo, Saluzzo, Alba e Fossano). La misura mette a disposizione complessivamente 5,7 milioni di euro, è stato aperto il 7 aprile e scadrà oggi, alle 12. Possono partecipare tutti gli enti che si occupano di formazione o orientamento lavorativo, anche in forma associata. L’obiettivo è finanziare quelle iniziative che aumentino le competenze soprattutto tecniche dei reclusi, in modo da rispondere ai “fabbisogni professionali” e favorire l’occupabilità dei detenuti. Nel concreto si tradurrà in una serie di corsi, con un monte ore variabile da 60 a 600. Ciascun progetto riceverà una somma a seconda di quanto richiede il proponente e del filone in cui rientra.

Il ritardo burocratico del ministero - Di fatto la finestra per presentare le domande è di soli 14 giorni. Il motivo è un ritardo burocratico del ministero della Giustizia. A far luce è stata Daniela Cameroni, assessora della Regione all’Istruzione, merito e diritto allo studio universitario. Rispondendo a un’interrogazione scritta della consigliera Giulia Marro, ha spiegato che la Regione ha approvato l’Atto di indirizzo già a metà febbraio, ma che “è stato necessario attendere l’emissione di un decreto formale da parte del ministero della Giustizia, avvenuta dopo sollecitazione diretta della Direzione. L’avviso regionale è stato pubblicato il 1° aprile”.

Il ritardo nell’apertura del bando era emersa dopo la visita nel carcere di Saluzzo dell’associazione “Nessuno tocchi Caino”, che si occupa dei diritti delle persone detenute. In quest’occasione, tra l’altro, politici e avvocati avevano riscontrato carenze nell’assistenza medica e nella prenotazione di visite in ospedale. Il caso, però, inizia diversi mesi prima. Inizialmente, infatti, il bando era atteso a ottobre, poi era slittato a dopo Natale, ma anche l’appuntamento di gennaio era saltato e quindi si è concluso tutto a febbraio, almeno per il Piemonte, prima del passaggio al ministero a Roma.

Formatori in stand-by - In questi mesi i formatori sono rimasti in stand-by e i detenuti non hanno potuto partecipare ai percorsi. Ora che è tutto pronto, la finestra potrebbe essere troppo limitata “per garantire la possibilità di partecipazione di nuove realtà che vorrebbero candidarsi per la prima volta - commenta Giulia Marro, consigliera regionale di Avs -. Il ritardo non può passare sotto silenzio. A fronte dell’importanza dello studio e del lavoro per chi sconta una pena in carcere, sancita anche dalla Costituzione, che riconosce la natura riabilitativa della detenzione, non vediamo un’adeguata attenzione nel garantire la continuità di questi servizi essenziali. Oltre a incidere sui percorsi dei detenuti e sul clima nelle strutture, dove inattività significa tensione e disagio, questi ritardi colpiscono chi lavora nel settore della formazione, che vive nell’incertezza”.