di Sandro Marotta
La Stampa, 5 settembre 2025
Gravemente obeso e diabetico non riesce a essere ospitato né ai domiciliari né in carcere, l’appello del garante cittadino Valmaggia. Solo due posti letto per ospitare detenuti obesi in Piemonte: il caso dell’uomo ricoverato al Santa Croce di Cuneo svela il vuoto di tutela sanitaria per chi è in carcere “C’è un detenuto gravemente obeso e diabetico che non riesce a essere ospitato né ai domiciliari né in carcere e quindi è stato ricoverato temporaneamente al Santa Croce di Cuneo”: questa la denuncia dell’ex sindaco Alberto Valmaggia, oggi garante dei detenuti di Cuneo, a proposito del recluso che da fine agosto è piantonato da dieci agenti all’ospedale per mancanza di celle abbastanza spaziose e adeguate alle sue patologie, che sono quelle di tanti altri.
Ricoverato in ospedale - La storia dell’uomo, che ora ha una cinquantina d’anni e pesa intorno ai 250 chili, è iniziata con la reclusione nel carcere di Lecce; in seguito il giudice gli ha concesso i domiciliari dal fratello, a Cuneo, dopo aver già ricevuto delle segnalazioni di problemi riguardo alla permanenza in cella. Anche il fratello però si è trovato in difficoltà, ha affidato le sue cure all’amministrazione del carcere del Cerialdo, che a sua volta non ha saputo cosa fare e lo ha ricoverato in ospedale. “Nemmeno il Santa Croce però è un posto adeguato - spiega il garante Valmaggia. Per pazienti come lui, i “grandi obesi”, servono stanze apposite, bagni più grandi e tutta una serie di aggiustamenti”.
In Piemonte solo due posti per detenuti come lui - In effetti nella casa circondariale di via Roncata i posti liberi ci sarebbero: al momento sono presenti 376 detenuti su una capienza di 433, a differenza di molti altri istituti italiani, che hanno un tasso medio di affollamento del 133 per cento. In genere una cella singola è di dieci metri quadrati, una multipla 20-25. “Qui si tratta di un problema di spazi - continua Valmaggia -. In Piemonte ci sono due posti letto dedicati a detenuti come lui, si trovano alle Molinette di Torino (nella sezione “dietetica e nutrizione”). Purtroppo però sono entrambi occupati da altri carcerati”.
Una soluzione in tempi rapidi - L’Asl e l’amministrazione penitenziaria si sono già attivate: “La sfida è trovare una soluzione in tempi rapidi. Stiamo aspettando risposte da altre regioni d’Italia per trovare una struttura libera, anche perché al momento è in un posto letto improprio, destinato ad altri”. Due stanze per 4.479 condannati presenti in tutte le carceri piemontesi rivelano un vuoto nella tutela sanitaria per chi deve scontare una pena. Tra l’altro, i detenuti pagano per la propria permanenza: in Italia la legge 354 del 1975 prevede la cosiddetta “quota di mantenimento”, che viene trattenuta dal conto di ogni “ospite”; si tratta di 3,62 euro al giorno, cioè 112 euro al mese e 1.300 all’anno che vengono utilizzati per fornire i pasti e ammortizzare i costi sostenuti dallo Stato.
Quello dei disturbi alimentari in carcere sembra essere un problema frequente, ma poco indagato. “Le situazioni di sovrappeso sono molto frequenti - racconta un ex detenuto del carcere di Cuneo - non facendo attività fisica l’unica cosa che fai è mangiare e fumare. Per le persone con disturbi particolari l’infermeria e la cucina non possono fare miracoli, perché gli alimenti a disposizione sono quelli, praticamente varia solo la quantità”.
La testimonianza di un ex detenuto - Nel trattare i disturbi legati all’alimentazione è importante essere seguiti da medici e infermieri soprattutto durante i pasti, cosa che nelle carceri non avviene: “Non si mangia negli spazi comuni, ma in cella - conferma l’ex recluso -. Non c’è nessuno che ti controlla e quindi puoi fare un po’ quello che vuoi, per esempio scambiare cibo con i compagni. Io mi sono preso cura per diversi mesi di un mio ex compagno che aveva il diabete. Chiaramente non potevo seguirlo 24 ore e se mi chiedeva più cibo io faticavo a dirgli di no, però gli compravo la pasta integrale, le fette biscottate apposta e altri alimenti specifici. È una situazione difficile: o sai regolarti tu oppure devi avere la fortuna di incontrare compagni di stanza che ti stanno dietro”.











