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vita.it, 7 settembre 2026

Quarta edizione di Festival Art.27-Expo. Una tre giorni di confronto mettendo sullo stesso tavolo chi il carcere lo amministra, chi vi lavora, chi crea opportunità di reinserimento e chi prova a raccontarlo attraverso la cultura, la musica e il teatro. Dall’11 al 13 settembre Festival Art.27-Expo torna nel centro storico di Cuneo con un programma che attraversa l’economia carceraria italiana, mettendo soprattutto a confronto esperienze e buone pratiche nate in diverse regioni del Paese. Il Festival prenderà il via venerdì 11 settembre alle 10, davanti al Duomo, con il taglio del nastro e l’apertura ufficiale dell’Area Expo.

A dare il benvenuto saranno la sindaca di Cuneo Patrizia Manassero e il presidente dell’Associazione Articolo 27 Davide Danni, insieme ai rappresentanti dell’Amministrazione penitenziaria e delle istituzioni coinvolte nella manifestazione. Alle 10.30 il primo confronto entrerà direttamente nel cuore del Festival con “Il lavoro e il trattamento penitenziario”, mettendo attorno allo stesso tavolo Amministrazione penitenziaria, direzioni degli istituti e responsabili delle aree trattamentali per ragionare sul ruolo del lavoro nel percorso di reinserimento. 

Alle 12 il punto di vista si allargherà al ruolo dei finanziatori nello sviluppo dell’economia carceraria, con fondazioni e soggetti che sostengono progetti e percorsi all’interno e all’esterno degli istituti. Alle 14.30 spazio invece alle imprese e ai “match che funzionano”, collaborazioni concrete tra aziende e realtà impegnate nel lavoro penitenziario. Entrambi i confronti saranno condotti da Giada Susca di ELIS, organizzazione non profit che opera mettendo in relazione formazione, lavoro e mondo delle imprese e che collabora con Art.27-Expo nella costruzione di questa parte del programma. Alle 16 sarà il tavolo dei Garanti a chiudere il programma pubblico dei panel della prima giornata.

La sera il Festival cambierà linguaggio. Dalle 18 alle 20, in via Roma, il primo appuntamento di “Per Chi Crea - Parole Liberate”, con Perla-Chaise e Dimaggio. Alle 21, allo Spazio Varco, andrà in scena “Agenti”, scritto e diretto da Mimmo Sorrentino: nove agenti di Polizia penitenziaria portano sul palco in prima persona turni, perquisizioni, scorte, emergenze e relazioni costruite dietro le sbarre, raccontando quella che il regista definisce una “guerra nascosta”, raramente visibile alla società civile. 

Sabato, l’Italia delle buone pratiche - Se venerdì mette a confronto istituzioni e sistema, sabato 12 settembre sarà soprattutto la giornata delle esperienze che già funzionano. È uno dei cardini di Art.27-Expo: non discutere soltanto di ciò che il lavoro in carcere potrebbe diventare, ma mettere in rete ciò che in molte parti d’Italia esiste già. Dalle 10.30 comincerà così una vera e propria geografia delle buone pratiche. Dalla Lombardia arriveranno le esperienze di A&I, Libere Ristrette, della sartoria di Bergamo e di Pandora; il viaggio proseguirà con Men at Work, Pastificio Futuro e A Team, insieme a Made in Carcere e alla Sartoria Sociale Al Revés. Nel pomeriggio il testimone passerà alle realtà legate al progetto “Jail to Job” e a Fondazione San Zeno: L’Arcolaio di Siracusa, Cotti in Fragranza e Lazzarelle, esperienze che hanno trasformato formazione e lavoro in percorsi imprenditoriali e sociali riconoscibili anche fuori dal carcere. Seguiranno le testimonianze di Work Crossing-Pasticceria Giotto, All’Opera, Panta Rei e Nesis. Progetti diversi per territori e attività, accomunati dalla convinzione che il lavoro possa essere uno strumento concreto di autonomia, responsabilità e ritorno nella comunità. 

Nel programma di sabato troverà spazio anche “Introduzione al Disegno Brutto”, workshop di tre ore guidato da Alessandro Bonaccorsi, ideatore dell’omonimo progetto. Dalle 15 alle 18, il laboratorio, aperto a tutti e senza necessità di alcuna capacità artistica, inviterà i partecipanti a “disimparare a disegnare”, lavorando sulla definizione stessa di disegno e riscoprendo le potenzialità espressive di linee e scarabocchi. Un approccio libero e non giudicante per sperimentare il piacere di errare e liberarsi dai condizionamenti, a partire proprio da quello più comune: pensare di non saper disegnare. A guidare il workshop sarà lo stesso Bonaccorsi, che domenica mattina tornerà al Festival per condividere l’esperienza del progetto. 

Alle 18 l’attenzione si sposterà su Vittorio Pezzuto, giornalista e autore di “Applausi e sputi. Le due vite di Enzo Tortora”, per l’incontro dedicato a una vicenda giudiziaria e mediatica che, a oltre quarant’anni di distanza, continua a interrogare il presente. Alle 21 il secondo appuntamento teatrale allo Spazio Varco sarà “Non calpestare i fiori”, testo e regia di Grazia Isoardi, con gli attori della Casa di reclusione di Saluzzo. Lo spettacolo nasce dal lavoro del laboratorio teatrale permanente di Voci Erranti e dal confronto di venti detenuti sui principi della Costituzione italiana: diritto al lavoro e alla libertà, cultura, uguaglianza, rispetto delle minoranze. Principi immaginati come i fiori del “giardino” Italia, da conoscere e custodire per poter assumere pienamente un ruolo di cittadini. Lo spettacolo è dedicato a Rodolfo Morandi, al quale è intitolata la Casa di reclusione saluzzese. Per entrambi gli spettacoli allo Spazio Varco, all’ingresso sarà possibile lasciare un contributo a sostegno delle compagnie teatrali protagoniste delle due serate. Prenotazione obbligatoria (www.art-27.it) fino a un massimo di 250 posti. 

Domenica, cultura e teatro costruiscono ponti - La terza giornata allargherà il campo al rapporto tra carcere, cultura e società, con una parte del programma realizzata in collaborazione con “VITA”, la testata nazionale dedicata al Terzo settore e all’innovazione sociale, da tempo attenta anche ai temi dell’esecuzione penale, del reinserimento e del teatro in carcere. Alle 10.30 sarà protagonista “Parole Latitanti”, il volume nato da un anno di lavoro all’interno della Casa di Reclusione di Fossano e realizzato con quindici persone detenute. Promosso dalla Fondazione Azzoaglio Ets, il progetto ha intrecciato scrittura creativa, disegno, pedagogia, arteterapia e progettazione editoriale partendo dagli oggetti della quotidianità carceraria che dentro una cella assumono significati diversi, scandiscono il tempo e delimitano lo spazio, diventando il punto di partenza per fare emergere immagini, memorie, pensieri ed emozioni. Il risultato è un’opera corale in formato leporello, pensata e sviluppata editorialmente all’interno dello stesso istituto, per trasformare le parole nate in un luogo chiuso in un libro capace di uscire e incontrare la comunità. A raccontarne il percorso saranno Elena Ramondetti e Lorenzo Zoppi. Nello stesso incontro sarà presentato anche il progetto “Disegno Brutto” di Alessandro Bonaccorsi, sviluppato durante il Festival attraverso il laboratorio del giorno precedente. 

Il pomeriggio sarà dedicato soprattutto al teatro in carcere. Alle 14.30, in un incontro moderato dalla giornalista di Vita Daria Capitani, si confronteranno Mimmo Sorrentino e Grazia Isoardi, protagonisti con i rispettivi lavori delle due serate precedenti. La collaborazione con VITA proseguirà nel racconto e nell’approfondimento di esperienze che vedono nella cultura uno degli strumenti capaci di costruire relazioni tra carcere e società.

Alle 16 il Festival incontrerà una delle esperienze più significative e longeve del teatro penitenziario italiano: quella di Armando Punzo, regista e fondatore della Compagnia della Fortezza, nata nel 1988 all’interno della Casa di reclusione di Volterra e diventata negli anni un punto di riferimento nazionale nel rapporto tra teatro e carcere. Insieme a Rossella Menna, Punzo presenterà il “Breviario di etica artistica”, occasione per ripercorrere un’esperienza che da quasi quarant’anni utilizza il teatro non semplicemente come strumento trattamentale, ma come autentico percorso di ricerca artistica, capace di mettere in discussione confini, identità e rappresentazioni del carcere. All’incontro prenderà parte anche Donatella Pieri, presidente della Commissione Arte e Cultura di Acri. A chiudere Art.27-Expo tornerà la musica: dalle 18 alle 20, in via Roma, il secondo appuntamento di “Parole Liberate” con Alvise Nodale e L’Isola dei Cipressi Viventi.