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di Barbara Morra

La Stampa, 8 luglio 2024

Oggi nell’isola pedonale di Cuneo la “maratona oratoria” degli avvocati per informare sul sovraffollamento e la mancata “rieducazione”. Risale allo scorso gennaio l’ultimo suicidio in carcere a Cuneo e in tutta Italia, dall’inizio dell’anno, sono 50 i detenuti che si sono tolti la vita. “Una situazione insostenibile a cui bisogna porre immediato rimedio” sostengono gli avvocati penalisti della Camera penale “Vittorio Chiusano” che per domani alle 18 hanno organizzato una “maratona oratoria” nell’isola pedonale di via Cavallotti, davanti alla libreria Stella Maris. L’obiettivo è informare i cittadini di quanto, a causa di sovraffollamento e della mancata “rieducazione”, sta accadendo negli istituti penitenziari. L’incontro, cui sono invitati a partecipare in molti, è organizzato insieme alle associazioni Ariaperta Cuneo, “Libera” Cuneo e la Conferenza dei garanti territoriali delle persone private della libertà.

Attorno ai carcerati in regime di semilibertà c’è una rete che, partendo dal Comune mette in campo educatori e altri operatori specializzati. L’associazione Ariaperta integra dove il pubblico non arriva. Dal 1994 i suoi volontari sono a disposizione per colloqui con i detenuti anche di carattere tecnico-giuridico. Si impegnano versando migliaia di euro l’anno per quello che chiamano “il contributo minimo di dignità”, dieci euro al mese ai carcerati nullatenenti per le piccole spese che pure dentro le mura sono necessarie. Al Cerialdo c’è anche una biblioteca gestita da quattro volontarie per quattro pomeriggi la settimana e un’istruttrice di ginnastica tiene lezioni di fitness nella palestra attrezzata grazie all’associazione Matteo Costamagna.

Ariaperta, all’esterno, gestisce un alloggio dato dal Comune per chi ha da scontare misure alternative o ha permessi premiali o, appena uscito, entra in un percorso di reinserimento. I posti sono quattro e in 23 anni sono passate 410 persone. Il tutto in collaborazione con operatori istituzionali.

“Aderiamo pienamente all’iniziativa dell’Unione camere penali - spiega Paolo Romeo, dirigente scolastico e presidente dell’associazione Ariaperta -. In questi giorni il Consiglio dei ministri ha approvato un pacchetto di misure deflattive per il carcere e ne siamo ben contenti. Ma non si può pensare di continuare con logiche repressive illiberali che aumentano le pene e poi cercare di compensare adottando misure deflattive. Pensare che più carcere sia una soluzione per i problemi del Paese è sbagliato e la responsabilità è dei vari Governi che si sono succeduti nel tempo, nessuno escluso”.

Al di là della gravissima “scia di sangue dei suicidi” la grossa piaga è il sovraffollamento. “Questo problema riguarda tutti i penitenziari compreso Cuneo - aggiunge Romeo - denunciamo l’urgenza di interventi in questo senso. Le attività di rieducazione sono ridotte al minimo: a Cuneo gli operatori fanno quello che possono e i detenuti si trovano perlopiù in continuo ozio. D’altra parte non avrebbe senso attaccare il singolo carcere, sarebbe come attaccare il sistema dell’istruzione partendo da una scuola in particolare”. Domani è prevista la partecipazione del Garante regionale dei detenuti, Bruno Mellano e di quello locale, Alberto Valmaggia, di avvocati, di appartenenti e diverse istituzioni e associazioni.