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di Sandro Marotta

La Stampa, 8 luglio 2026

L’iniziativa porta la firma della Fondazione Azzoaglio. Quaranta ventilatori sono in arrivo nelle celle del carcere di Cuneo. Di fronte ai picchi dell’ondata di calore, 10 garanti dei diritti dei detenuti di tutto il Piemonte (tra cui anche Saluzzo, Alba e Cuneo) due settimane fa avevano sottolineato come le alte temperature stessero “aggravando una situazione già fortemente compromessa dal sovraffollamento e dalle criticità strutturali”. La direzione della casa circondariale di Cerialdo ha adottato una soluzione, accettando una donazione di 1.200 euro da Fondazione Azzoaglio, per l’acquisto di decine di ventilatori da tavolo.

Una buona notizia che riguarda una parte dei detenuti, quelli con una condizione economica che non permette loro di acquistare i beni dalla lista del sopravvitto. Si tratta di un elenco di prodotti, sia alimentari sia cosmetici e di arredamento, che i detenuti possono comprare con fondi propri. Fare la spesa “dentro” può essere molto costoso, sia per i prezzi dei beni, sia per la poca varietà di scelta. Due ex detenuti di Cuneo e Saluzzo lo confermano: sigarette, prodotti per l’igiene e, appunto, strumenti per refrigerarsi d’estate o scaldarsi d’inverno diventano spesso un lusso per i pochi.

In più c’è un grande problema di povertà: “A Cuneo su 350 detenuti della media sicurezza, 180 hanno meno di 10 euro sul conto”, aveva confermato a La Stampa a gennaio il direttore del carcere di Cuneo Domenico Minervini. Per questo la questione del caldo in carcere è rilevante. Tra chi è sotto la custodia dello Stato ci sono celle di fortunati e altre dove, invece, si continua a sudare. Gli unici ventilatori messi a disposizione di tutti sono collocati solo negli ambienti comuni, l’aria condizionata è praticamente inesistente anche per educatori e poliziotti della penitenziaria. I nuovi ventilatori saranno disponibili nei prossimi giorni, in plastica, perché in carcere è vietato possedere oggetti che “siano difficilmente controllabili o ritenuti pericolosi per l’ordine e la sicurezza”, come spiega il ministero della Giustizia in una scheda informativa.