di Giulia Poetto
La Stampa, 27 febbraio 2025
Ieri la prima visita al Cerialdo della delegazione di aziende della Fondazione Industriali. La presidente Giuliana Cirio: “Questa è la sana responsabilità d’impresa”. Alte, insormontabili, impermeabili rispetto a violazioni del patto sociale, e al contempo di vetro e osmotiche rispetto a situazioni positive, dentro e fuori. Così dovrebbero essere secondo Mario Antonio Galati, provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria, le mura delle carceri, così sono state ieri le mura della casa circondariale di Cuneo. Prima dell’alba le perquisizioni condotte dai carabinieri del Comando provinciale di Torino e dal Nucleo Investigativo regionale della Polizia Penitenziaria di Torino nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura a carico di più di cento persone indagate per traffico di stupefacenti e altri reati commessi all’interno degli istituti carcerari, nel pomeriggio la sottoscrizione di un protocollo d’intesa che non è eccessivo definire storico.
Storico perché la Fondazione Industriali, ente del terzo settore costituito lo scorso 8 ottobre da 23 soci fondatori e in procinto di allargare le sue fila, porterà lavoro in carcere nell’unico modo che conosce - concreto, cinico, orientato al risultato e basato sui numeri. Lo farà perché, come ha rimarcato la sua presidente, Giuliana Cirio, “fare imprenditoria è agire da soggetto sociale: le scelte degli imprenditori impattano sulla società a tantissimi livelli. Questa è la sana responsabilità d’impresa”. Se il privato potrà fare il privato in carcere, è perché il pubblico fa il pubblico: “In questa scommessa il privato subentra dove il pubblico ha bisogno, ma per fare impresa in maniera libera e sicura non può prescindere dall’operato delle forze dell’ordine e del sistema penitenziario”.
Privato e pubblico insieme, dunque, per permettere ai detenuti di riacquistare dignità, libertà e autodeterminazione attraverso il lavoro, in carcere e nelle imprese. Il personale delle case di reclusione di Cuneo, Alba, Saluzzo, Fossano avrà un ruolo importante nella selezione dei soggetti da inserire nei percorsi lavorativi che, come sottolineato da Galati, dovrà essere guidata dallo stesso cinismo degli imprenditori: “non il meno peggio, ma chi è idoneo a trarre il maggior profitto da questa opportunità”. In altre parole, nessuno verrà fatto giocare fuori ruolo, perché sarebbe un’occasione sprecata: quel profilo lo si cercherà altrove nel distretto.
Come dimostrato dalla visita della casa circondariale che ha seguito la sottoscrizione del protocollo, gli imprenditori della Fondazione Industriali non potranno che partire dal campo per modulare la propria offerta lavorativa. A quelli presenti ieri - Mariano Costamagna (Im.Cos Due), Paolo Giuggia (Giuggia Costruzioni), Stefano Giannotta (Tesisquare Koinè), Gianluca Oliva (Prato Nevoso), Roberto Rolfo (Rolfo), Emiliano Rosso (Cuneo Lube), Matteo Rossi Sebaste, Egle Sebaste (Golosità dal 1885) e Serena Tosa (Tosa) - è bastata poco più di un’ora per rendersi conto dell’esiguità degli spazi potenzialmente a disposizione per attività produttive. Non un limite, solo un dato di fatto.
Giuliana Cirio anticipa i prossimi passi: “Verificheremo quali strutture delle quattro carceri possono ospitare lavorazioni di tipo meccanico e artigianale che richiedono macchinari trasportabili, quindi lanceremo una call alle aziende manifatturiere che possono esternalizzare questo tipo di funzione”. Poi ci sarà una fase di mappatura delle competenze dei detenuti - “vogliamo rispettare il fatto che una persona abbia lavorato come elettricista per tutta la vita, e che quando rientra nella società civile possa continuare a farlo, perché la dignità del singolo passa attraverso anche la capitalizzazione della sua esperienza” -, cui seguirà uno step più complesso sotto tanti punti di vista, l’individuazione dei detenuti che possono uscire dalle carceri per lavorare. Nessuno crede che sarà facile, tutti, come si è visto ieri, hanno già cominciato a pensare a come riempire la cornice definita dal protocollo.











