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di Rachele Crosetti

La Fedeltà, 31 agosto 2026

Musica, teatro ed economia carceraria animeranno il centro città. Sul palco anche agenti della Polizia penitenziaria e detenuti-attori. e parole scritte nel silenzio di una cella trovano una nuova vita e una voce grazie alla sensibilità di quattro giovani cantautori, e la complessa realtà del carcere si svela al pubblico attraverso gli occhi di chi vi lavora ogni giorno come agente e di chi vi sconta una pena. Dall’11 al 13 settembre Cuneo ospita il Festival Art.27-Expo, una manifestazione che affianca al suo storico focus sull’economia carceraria un ricco e innovativo programma culturale tra via Roma e lo Spazio Varco. Attraverso i linguaggi universali della musica e del teatro, l’evento punta a trasformare il carcere in un luogo di incontro reale con l’intera comunità cittadina.

I testi dei detenuti diventano musica - Il primo grande filo conduttore della manifestazione sarà “Per Chi Crea - Parole Liberate”, festival musicale organizzato dall’etichetta Baracca & Burattini di Paolo Bedini con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE. Tutti gli artisti hanno partecipato o parteciperanno a “Parole Liberate”, progetto che trasforma in canzoni i testi scritti dalle persone detenute grazie all’incontro con musicisti e interpreti. I primi due album hanno ottenuto il Premio Lunezia e il Cremona Award e si sono classificati secondo e terzo alle Targhe Tenco nella sezione album a progetto. Il terzo volume uscirà entro fine anno e comprenderà proprio i quattro artisti under 35 che si esibiranno gratuitamente a Cuneo, in via Roma, dalle 18 alle 20: Venerdì 11 settembre: sul palco si alterneranno Dimaggio (nome d’arte del cantautore leccese Riccardo Roma, classe 2003), noto per una scrittura che si muove tra malinconia e ironia, e i Perla-Chaise, trio livornese poco più che ventenne che propone un mix di alternative rock, psichedelia e cantautorato. Domenica 13 settembre: si esibiranno Alvise Nodale, cantautore e polistrumentista carnico che canta principalmente in friulano (già finalista alle Targhe Tenco 2025), e L’Isola dei Cipressi Viventi, progetto dark elettronico fondato dal cantautore veneziano Giovanni Fruzzetti.

Nelle serate di venerdì e sabato, i riflettori si sposteranno allo Spazio Varco per due spettacoli gratuiti che affrontano il tema del carcere da due punti di vista speculari e complementari. Venerdì 11 settembre (ore 21): andrà in scena “Agenti”, uno spettacolo scritto e diretto da Mimmo Sorrentino e prodotto da TeatroIncontro. A calcare il palcoscenico non saranno attori professionisti, ma nove reali agenti di Polizia penitenziaria della Casa di reclusione di Vigevano. Attraverso il racconto in prima persona di turni, perquisizioni, scorte ed emergenze, lo spettacolo porta alla luce la loro “guerra nascosta”, mostrando la complessa rete di relazioni umane costruite quotidianamente dietro le sbarre. Sabato 12 settembre (ore 21): la scena sarà per la compagnia Voci Erranti con lo spettacolo “Non calpestare l’erba”, diretto da Grazia Isoardi. La produzione vede come protagonisti gli attori della Casa di reclusione di Saluzzo, testimonianza di un laboratorio teatrale permanente che da oltre vent’anni lavora all’interno della struttura penitenziaria per costruire un solido ponte con il territorio. L’ingresso a entrambi gli spettacoli è gratuito, ma la prenotazione sul sito ufficiale del Festival è obbligatoria, fino a un massimo di 250 posti.

Un festival per connettere il carcere e il territorio - Il festival non si esaurisce sul palco: durante i tre giorni, il centro storico ospiterà l’Area Expo con circa quaranta organizzazioni impegnate nell’esposizione e nella vendita dei prodotti dell’economia carceraria, oltre a incontri professionali tra imprese e Terzo Settore e alla Piazza dell’Inclusione. Come ricorda Davide Danni, presidente dell’Associazione Articolo 27: “Vogliamo che Art.27-Expo sia un luogo nel quale il carcere incontra davvero la città. Il lavoro resta il cuore del Festival, ma musica e teatro ci permettono di raccontare persone e percorsi con linguaggi diversi, capaci di raggiungere anche chi normalmente è lontano da questi temi. Perché il reinserimento non riguarda soltanto chi è detenuto: riguarda la comunità nella quale tornerà a vivere”.