rainews.it, 13 settembre 2026
Una fiera per raccontare progetti nati in carcere con l’intento di ridurre le recidive e dare nuove prospettive lavorative ai detenuti. “Perché la vita non è fatta di muri e cemento, ferro e cemento. La vita è fatta di aria, di libertà” racconta Massimiliano, ex detenuto, oggi panettiere. Il lavoro come riscatto dal carcere per dare una nuova vita ai detenuti. A Cuneo, l’Expo dell’Economia Carceraria porta in piazza talk, stand e spettacoli per far conoscere i progetti di business nati tra le sbarre. “Questa ad esempio è un’attività delle carceri di Cuneo, Fossano, Torino - spiega Davide Danni, presidente dell’associazione Articolo 27 che organizzava l’evento - un laboratorio esterno produce pane e prodotti da forno abbattuti e surgelati e li vende al mercato HoReCa, food service, in Italia e all’estero. Questa è l’economia vera ed è l’economia reale che noi stiamo cercando di replicare a livello sistemico per aumentare il numero di posti di lavoro veri per i detenuti in Italia”.
E spesso i contratti di lavoro continuano dopo il carcere, come nel caso di Massimiliano. “Ma più che imparare il mestiere - dice - è il lavoro la cosa importante. Io son tre anni che son libero ed è una rinascita”. Tra gli espositori anche il progetto Made in Carcere, laboratorio di sartoria capace di abbattere la recidiva. “Noi abbiamo una recidiva a Lecce, Taranto, Trani e Matera dello zero percento, contro una recidiva del circa 70percento per le persone che invece non hanno un’esperienza di lavoro”.
Piccoli guadagni che a volte cambiano tanto, come nel caso dei detenuti di Saluzzo che lavorano con Area 51. “Uno di questi, Mimmo, ha potuto finanziare la patente del figlio raccogliendo i soldi di diversi mesi. E queste comunque sono soddisfazioni che diversamente non potrebbero avere”.









