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di Manuela Soressi

Il Sole 24 Ore, 30 gennaio 2024

Progetto per il lavoro dei detenuti della Casa Circondariale di Cuneo con la collaborazione di Joinfruit e di Open Baladin Cuneo. La prospettiva di una nuova vita passa anche dai colori e dai sapori di pomodori, zucchine, verdure a foglia, fragole, mirtilli e lamponi. Sono quelli che saranno coltivati nella serra appena inaugurata dalla Casa Circondariale di Cuneo e in 800 mq a campo aperto grazie al progetto “Liberi di Coltivare, coltivare una rinascita” promosso dall’OP Joinfruit e da Open Baladin Cuneo. Un’iniziativa nata per coinvolgere il territorio nell’azione rieducativa dei detenuti, attraverso la cooperazione tra le aziende e l’istituto penitenziario cuneese (che nell’ultimo anno ha accolto una novantina di detenuti in più a causa dell’apertura di un secondo padiglione destinato alla media sicurezza) con l’obiettivo di offrire a ogni persona la potenzialità rieducativa e inclusiva del lavoro.

“Questo progetto è una risposta importante alla forte domanda di lavoro che i detenuti evidenziano costantemente - spiega il direttore della Casa Circondariale di Cuneo, Domenico Minervini - e su cui stiamo impegnando, come attesta anche la riorganizzazione del laboratorio interno di panificazione, gestito dalla cooperativa Panatè, finalizzato a ospitare un maggior numero di detenuti assunti”.

“Liberi di Coltivare, coltivare una rinascita” rappresenta una concreta opportunità per i detenuti di formarsi e avere la prospettiva di un successivo inserimento lavorativo nelle due aziende promotrici del progetto, che si impegnano anche a collocare e valorizzare le produzioni di questa iniziativa attraverso i propri canali di vendita e ristorazione.

Del resto i due partner piemontesi rappresentano il primo e l’ultimo anello di questa filiera virtuosa: Joinfruit (200 soci, 1800 ettari di superfici coltivate e una produzione annuale di oltre 80mila tonnellate di frutta) mette a disposizione tutte le sue competenze tecniche, con un agronomo esperto impegnato a seguire e formare i detenuti per aiutarli a imparare questo lavoro e a sfruttare le capacità acquisite per trovare un’occupazione, anche presso la stessa Joinfruit. Dal canto suo Open Baladin Cuneo si impegna ad acquistare tutti gli ortaggi, anche grazie alla pianificazione della produzione in funzione delle esigenze di approvvigionamento del locale. Un approccio anti spreco e pro sostenibilità economica del progetto.

“L’agricoltura sociale è uno strumento importante di riabilitazione e formazione, una possibilità per i detenuti di acquisire competenze, ma soprattutto dignità e prospettive di rinascita a nuova vita - commenta il direttore di Joinfruit, Bruno Sacchi -. Come organizzazione di produttori siamo onorati di poter trasmettere il nostro know-how di imprenditori agricoli a chi ha bisogno di una seconda chance, al tempo stesso contribuendo al bene della nostra comunità attraverso azioni che favoriscono la sicurezza sociale”.