targatocn.it, 12 maggio 2021
Un'analisi dell'ultimo anno di attività del carcere "Cerialdo" di Cuneo come quella realizzata nella serata di lunedì 10 maggio a favore delle Commissioni comunali I e VII non può che partire dai numeri della pandemia da Covid-19 riguardanti la struttura penitenziaria - comunicati dal garante regionale dei detenuti Bruno Mellano: dei 61 detenuti positivi dall'inizio dell'epidemia oggi se ne contano zero (stesso risultato per i due operatori sanitari contagiati nelle scorse settimane). Dei 32 agenti positivi, invece, ne rimangono tre.
"La pandemia è ed è stata una faccenda complicata - ha sottolineato Mellano -, che ha fatto emergere le difficoltà operative e strutturali delle carceri della provincia di Cuneo. Ma i dati riguardo le vaccinazioni parlano di 147 detenuti che hanno ottenuto la prima dose, 15 alla seconda e altri 35 che hanno dato disponibilità alla vaccinazione dopo una prima titubanza; in questo modo potranno riprendere le attività carcerarie, attualmente sospese o ridotte ai minimi termini e portate avanti nonostante le grosse difficoltà tecnologiche".
L'incontro con le commissioni ha visto anche la presenza di Mario Tretola - garante cittadino, dimissionario a gennaio 2021 - e l'educatore Gaetano Pessolano. Il neo direttore del carcere di Cuneo Francesco Frontirré è stato invitato, ma non ha potuto presenziare.
"Ringrazio Mario Tretola e Bruno Giraudo, ma anche il vicesindaco Patrizia Manassero, per tutto il lavoro che, assieme alle persone che lavorano e gravitano sul carcere di Cerialdo, hanno realizzato nel corso degli anni - ha detto il sindaco di Cuneo, Federico Borgna. La figura dei Garanti è importante, può aiutare a rendere più aderente al dettato costituzionale la realtà del carcere, e a ricordarsi che la qualità di un gruppo sociale si valuta dalle condizioni in cui versano i membri che più faticano".
Patrizia Manassero: "I garanti sono utili per comprendere meglio e affrontare con tempestività situazioni complesse: come amministratori cerchiamo di essere sempre vicini e "di supporto" a chi governa il carcere e alle sue attività, coinvolgendo la struttura in iniziative come Scrittorincittà o la Fiera del Marrone. I detenuti chiedono di lavorare, più di ogni altra cosa ma le risorse utili per permetterglielo a livello di amministrazione comunale arrivano in modo complicato e farraginoso; se mi è consentito un appello, chiedo più sintonia ed efficacia in questo senso".
Al centro dell'incontro - oltre appunto all'analisi dell'attuale situazione nel carcere del capoluogo di provincia - anche la modifica al regolamento relativo alla figura del garante cittadino dei detenuti: dal mandato tradizionalmente legato a quello del sindaco in carica, il garante nazionale Mauro Palma ha chiesto di definire il mandato a quattro anni per sottolineare ancor di più l'autonomia della figura dalla politica.
Importanti per la struttura del "Cerialdo" anche le novità annunciate da Mellano in riferimento ai lavori strutturali, le cui carenze sono state denunciate più volte negli ultimi anni. A seguito di un incontro con il neo-direttore, Mellano ha infatti comunicato come ci si aspetti che una buona parte dei lavori nel padiglione ex-giudiziale - che una volta aperto permetterà di ospitare 100 nuovi detenuti - venga conclusa nel prossimo autunno; metà dei quattro piani del padiglione 41-bis ancora chiusi sono stati invece recentemente riaperti.
"La Regione Piemonte ha, in tutte le carceri, un garante e forse è un unicum a livello nazionale - ha detto Tretola nel suo intervento. Tramite queste figure è possibile affacciarsi sulle problematiche del carcere in maniera approfondita, coordinata e puntuale, ma avere contatto costante con persone dalla libertà ristretta e in chiara difficoltà non è un'esperienza facile per chi la persegue". "C'è ancora troppa indifferenza rispetto alle tematiche carcerarie, le strutture di detenzione sono ancora troppo distanti dalla società vera e propria: serve superare questo disagio, questa voglia di non vedere certe situazioni. Rimuovere i pregiudizi rispetto ai carcerati e sul valore della pena. Le paure perdono significato, davanti ai volti dei detenuti" ha concluso.
"Noi cittadini vediamo spesso il carcere come un luogo autonomo e chiuso in se stesso, con un compito preciso e dal quale ci attendiamo il raggiungimento di alcuni obiettivi nell'ottica di sicurezza generale: dal 1975, però, il carcere viene considerato un pezzo del sistema giudiziario, ed è necessario considerarlo come un tassello e non come risposta unica e autoreferenziale. Per questo è necessario che le istituzioni del territorio siano consapevoli di come il carcere possa funzionare al meglio solo se inserito in un contesto che gli dia attenzione" ha esordito Mellano.
"L'unico modo per fornire il carcere delle risorse necessarie al suo funzionamento è quello di potenziare i collegamenti con il territorio - ha ribadito Mellano, ricordando l'attivazione della scuola edile e l'ingresso dell'istituto alberghiero nel "Cerialdo" come esempi positivi di questa permeabilità tra struttura e società. Nella relazione con il territorio si può lavorare per offrire a tutti i detenuti un'esecuzione penitenziaria in carcere efficace ed efficiente, che punti all'abbassamento della recidiva come interesse della collettività; il periodo carcerario deve portare il detenuto a imboccare percorsi alternativi a quelli che l'hanno generato".
Il Garante regionale ha poi sottolineato ancora una volta il problema del sovraffollamento - che riguarda il carcere "Cerialdo" come molti altri in provincia e in Piemonte - e quello, tutto cuneese, degli avvicendamenti nel ruolo di direttore: "Un carcere di primo livello come questo non può sperimentare da anni una carenza grave di questo tipo - ha detto -. Si tratta di un problema grave e preoccupante, che inficia la possibilità di governare davvero la complessa macchina dell'amministrazione penitenziaria".











