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di Sandro Marotta

La Stampa, 5 settembre 2025

Nessuno al momento sembra conoscere la sorte né lo stato di salute del detenuto che da 12 giorni è piantonato da una decina di agenti della polizia penitenziaria all’ospedale Santa Croce di Cuneo perché obeso e diabetico. L’Asl non fornisce aggiornamenti né sulle condizioni di salute dell’uomo né sull’esito delle domande che dovrebbe aver avanzato all’ospedale Molinette di Torino e ad altri centri italiani che curano l’obesità grave. Nemmeno i garanti dei detenuti di Cuneo e del Piemonte sanno per certo dove sono i poli in grado di ricoverare con spazi adeguati il 50enne che pesa circa 250 chili.

Il peso è stato raggiunto progressivamente ma il caso sembra essere finito fuori dai radar delle istituzioni: “Non risulta alcun fascicolo passato con una segnalazione riguardo a quest’uomo - conferma Monica Formaiano, nuova garante dei detenuti del Piemonte -. Oltre a tutelare la salute del detenuto, dobbiamo capire se c’è un’ordinanza che lo rinvia al carcere oppure se lo affida a una struttura sanitaria. Le informazioni che ho sono poche e le ho apprese dai giornali”. La storia del recluso cuneese sta rivelando un vuoto di tutele sanitarie per le persone private della libertà che, a causa del loro peso, non trovano spazi adeguati e non riescono ad essere curate negli ospedali; per 4.479 detenuti piemontesi, solo la Città della Salute di Torino cura i casi di “super obesità”.

Il compito del garante regionale è prendere in carico i diritti delle persone private della libertà e sollecitare le istituzioni affinché li rispettino, ma c’è un intoppo: “Essendo stata nominata da poco, devo ancora risolvere delle questioni tecniche e al momento mi manca la firma digitale per approvare i documenti - prosegue Formaiano, nominata a luglio al posto di Bruno Mellano -. Specifico che la colpa non è degli uffici, ma dei problemi informatici dovute al mese di agosto e al passaggio di consegne. Sono operativa a tutti gli effetti, una volta che saranno risolte queste questioni tecniche farò le verifiche e le segnalazioni alle istituzioni”.

Due ex detenuti del carcere di Cuneo avevano confermato a La Stampa che le situazioni di sovrappeso durante la detenzione sono frequenti e lo stesso fa la garante: “Ho conosciuto il caso di un uomo molto sovrappeso durante una delle mie prime visite nel carcere “Lorusso e Cutugno” di Torino, ad agosto, dopo che si era verificato un suicidio. L’amministrazione aveva risolto la situazione unendo due celle, in modo da adattare lo spazio alle esigenze di quella persona”.

Nel carcere di Cerialdo non si riesce a trovare una soluzione simile, all’ospedale di Cuneo non c’è un reparto riservato, ma anche alle Molinette di Torino il quadro è più complesso: “Noi della chirurgia bariatrica non abbiamo letti dedicati - spiega Mario Morino, direttore della Chirurgia Generale 1 alle Molinette -, non c’è un reparto specifico, perché l’obesità è solo la situazione che innesca altre patologie; su queste poi intervengono gli specialisti di ciascun settore, per esempio il nefrologo o il cardiologo. Solo successivamente, per chi è super obeso, si ricorre all’intervento chirurgico”.