di Silvia Bacci
rainews.it, 17 febbraio 2026
Sono stati tutti condannati i quattro accusati nell’ambito del processo per le torture in carcere al Cerialdo di Cuneo che avevano scelto il giudizio abbreviato. Per l’ispettore G.V., confermato la condanna chiesta dal pm: tre anni e due mesi. Sarebbe stato lui a guidare il “blitz” del 20 giugno 2023 nella cella 417 del padiglione Gesso. Secondo l’accusa l’ispettore, insieme a cinque agenti penitenziari in quel momento fuori servizio, era entrato nella cella in cui si trovavano reclusi quattro detenuti pakistani e aveva iniziato a picchiarli con calci e pugni, invitando i sottoposti a fare altrettanto. I quattro erano stati poi portati di peso in infermeria insieme a un loro connazionale, detenuto nella cella vicina, che lamentava forti dolori: il pestaggio degli agenti sarebbe stato innescato proprio dalla protesta per il mancato intervento dei sanitari.
Per il medico del carcere, A.M., accusato invece di falso, omissione di referto e favoreggiamento, la pena fissata dal gup Edmondo Pio è di un anno e quattro mesi. A un anno sono stati condannati due agenti che erano accusati di falso. Il giudice ha disposto il pagamento di una provvisionale di 10mila euro per ciascuna delle parti civili private costituite. Nessun risarcimento, invece, per il garante dei detenuti e le associazioni che si erano costituite in giudizio.
Altri dieci accusati hanno scelto il dibattimento: tra loro c’è l’ex comandante della Polizia Penitenziaria E.F., accusata di omissione di denuncia. Nell’indagine originaria, partita a ottobre 2023, erano coinvolte 35 persone: ventuno posizioni sono state in seguito archiviate. L’11 marzo una nuova udienza.










