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di Barbara Morra

La Stampa, 15 maggio 2025

Tra le accuse anche lesioni, favoreggiamento e falso in relazione a diversi episodi. Il pubblico ministero di Cuneo Mario Pesucci ha chiesto il rinvio a giudizio per 14 dei 35 agenti della polizia penitenziaria e operatori del carcere di Cuneo indagati a vario titolo per torture. Per 21 poliziotti, accertati meglio i fatti, la Procura ha chiesto l’archiviazione. L’indagine ha preso avvio nell’ottobre dello scorso anno a carico inizialmente di 23 agenti della Casa circondariale, indagati a vario titolo per torture (6 persone), lesioni, favoreggiamento e falso in relazione a diversi episodi.

Il caso più grave - Il più grave è quello che sarebbe avvenuto nella notte tra il 20 e il 21 giugno dell’anno scorso, quando diversi poliziotti, in quel momento fuori servizio, si sarebbero introdotti nella cella 417 del padiglione “Gesso” nel corso di una vera e propria spedizione punitiva. Vittime del pestaggio cinque detenuti di origine pakistana, colpiti con calci e pugni al volto: la loro colpa era quella di aver protestato, battendo sui blindi, perché un altro recluso nella vicina cella 416 lamentava forti dolori alla gamba e aveva chiesto più volte, senza risultato, di essere visitato in infermeria. Negli atti della Procura si parla di un “trattamento inumano e degradante per la persona”, tale da causare anche un “verificabile trauma psichico” ai detenuti aggrediti. L’udienza preliminare si terrà il prossimo 20 giugno.