di Barbara Morra
La Stampa, 5 luglio 2025
Le presunte vittime si sono costituite parte civile. L’episodio più grave è la “spedizione punitiva del 2023”. Il gup di Cuneo ha rinviato a giudizio i 14 indagati per le presunte violenze al carcere Cerialdo. In 10 andranno a dibattimento con prima udienza il 28 gennaio 2026 e quattro, tra cui l’ispettore G.V., saranno processati con il rito abbreviato. Sei persone sono accusate del reato di tortura mentre gli altri, tra cui un medico (anche lui ha scelto l’abbreviato), devono rispondere a vario titolo di altri reati tra cui falso e lesioni.
Nel processo si sono costituite parte civile le presunte vittime, detenuti di origine pakistana, insieme al garante regionale dei detenuti Bruno Mellano. L’indagine è iniziata nell’ottobre 2023 e ha coinvolto in totale 35 persone. Di queste, 21 posizioni sono state successivamente archiviate.
Tra gli imputati figura anche la ex comandante della polizia penitenziaria E.F., coinvolta per presunta omissione di denuncia: avrebbe omesso di segnalare tempestivamente quanto avvenuto nella notte tra il 20 e il 21 giugno 2023, riferendo i fatti solo diversi giorni dopo al direttore della struttura. L’episodio più grave ricostruito dagli inquirenti è la presunta “spedizione punitiva” avvenuta nel padiglione “Gesso” nella notte tra il 20 e il 21 giugno 2023.
Secondo le accuse, diversi agenti, alcuni fuori servizio, avrebbero fatto irruzione nella cella 417 per colpire con calci e pugni cinque detenuti pakistani, colpevoli di aver protestato battendo sulle porte blindate per chiedere assistenza sanitaria a un compagno che lamentava forti dolori.











