sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Fabio Sottocornola

 

Corriere della Sera, 2 dicembre 2020

 

L'immagine è sempre quella di un'autostrada delle informazioni: ciascuno vi può entrare, viaggiare, scambiare dati. Ma insieme con il 5G adesso arrivano due novità destinate a mutare ogni scenario. Anzitutto, la grande velocità nei tempi di risposta, che in gergo si chiama latenza e viene misurata in millesimi di secondo.

Poi, l'aumento esponenziale dei punti da cui è possibile entrare in questa autostrada tech: non più solo via smartphone ma con ogni apparecchio indossabile (per esempio, gli orologi). E saranno connessi anche gli elettrodomestici o i macchinari nelle fabbriche. Per non parlare dei progetti ai quali lavora il mondo del business, dalla logistica al sanitario passando proprio per l'industria. Ecco perché gli esperti hanno già lanciato l'allarme: si moltiplicano i rischi legati alla cyber-sicurezza, con intrusioni di hacker esperti.

Esplode il mercato del cyber-crime - Esplode il mercato del cyber-crime che si affida a "ransomware", cioè "malware", programmi informatici di disturbo, creati per penetrare le reti aziendali e infettarle. I rischi nel dark web Obiettivo di chi opera nel "dark web", nella rete profonda, è farsi pagare un riscatto, magari sotto forma di bitcoin, la moneta virtuale.

Oltre al furto di soldi, si registrano furti di proprietà intellettuale. Lo sviluppo delle infrastrutture 5G nel mondo dell'healthcare consentirà di progettare sistemi di telemedicina, dai dispositivi che erogano insulina fino a interventi in telechirurgia. Che cosa succederebbe se qualche cyber criminale entrasse nel sistema? E ancora: un accesso furtivo sarebbe in grado di bloccare per giorni la produzione dentro una Factory 4.0 con macchinari connessi.E quali rischi corrono le nostre città impegnate nello sforzo di diventare sempre più "smart"?

Le risposte - Il furto di identità digitali aumenta in maniera notevole. All'opera per trovare risposte efficaci ci sono istituzioni e privati, come Cisco il colosso americano che a Milano ha aperto un centro di co-Innovazione presso il Museo della Scienza Leonardo da Vinci. "Siamo attivi su ciò che serve al 5G per funzionare: prima di tutto un livello di filiera, quindi garantiamo la sicurezza dal disegno di tutti gli apparati fino alla loro installazione, al fatto che non ci siano prese di controllo da parte di terzi. Un progetto di security intrinseca su cui siamo molto impegnati", spiega Paolo Campoli, vice president, global service provider leader del gruppo a livello mondiale. Garanzia della privacy dei cittadini, sicurezza nell'Internet delle Cose, protezione delle infrastrutture nazionali: sono gli aspetti chiave su cui opera il centro milanese, che si propone anche come spazio aperto al territorio: saranno offerti corsi a giovani o a chi vuole ampliare le proprie competenze.

Secondo Campoli, una delle novità più interessanti in arrivo si chiama "edge cloud": riguarda la necessità che le informazioni e i dati siano gestiti molto vicino al cliente per non disperdere i vantaggi del nuovo protocollo. Campoli prevede che nasceranno servizi (e tante startup innovative) capaci di sfruttare al meglio le potenzialità della tecnologia. Ma una nuova vitalità di business potrà riguardare anche le "tower company", torri dove sono ospitate le antenne per il 5G che forniscono grande capacità di calcolo proprio per le funzioni in cloud. E quindi riescono ad essere sempre più vicino al cliente.

Con Tim - Si torna al tema della sicurezza. Sempre Cisco ha messo in campo una soluzione, realizzata con Tim, che preventivamente blocca la navigazione degli utenti sui siti malevoli che potrebbero rubare informazioni. Come funziona? Vengono uniti i sistemi Dns di Tim (in pratica i nodi della rete) con la piattaforma Cisco Umbrella, che ogni giorno intercetta e stoppa 20 miliardi di possibili minacce sul web mondiale.

Il presidio fisico è fatto da molti data center distribuiti in varie città, compresa Milano. Su questo fronte opera anche Accenture che, per conto di grandi clienti, realizza test e simulazioni di attacchi cyber "in particolare nel nostro centro a Praga", spiega Paolo Dal Cin, security lead per l'Europa, "e stiamo supportando le aziende a progettare i nuovi servizi in un' ottica di sicurezza by design". Ma anche l'Italia non sta ferma, ricorda l'esperto.

Palazzo Chigi - La normativa che recepisce quella europea ha previsto un elenco di 150 aziende strategiche nel perimetro di sicurezza nazionale. Queste aziende dovranno segnalare tutti i tentativi di accesso fraudolento al Csirt, il Computer security incident response team, presso la presidenza del Consiglio. "A differenza dell'Europa dove l'obbligo scatta dopo 24 ore dal fatto, in Italia questo limite è di 6 ore. Non si può aspettare oltre", spiega Dal Cin.

È la normativa più stringente in Europa. Quando si parla di sicurezza, è impossibile non alzare lo sguardo verso uno scenario ampio: lo scontro in atto tra gli Usa e la Cina con le vicende che hanno messo la Huawei nel mirino, accusata di operare una sorta di spionaggio a favore di Pechino. Ovviamente, con il 5G i rischi aumentano. Ma dentro questa guerra, uno sviluppo nuovo arriverà dalle tecnologie, spiega Antonio Capone, che al Politecnico di Milano è il dean della Scuola di Industriale information engineering. Persa la partita del 5G, gli Usa e l'Europa "sono orientati al 6G e sponsorizzano in maniera forte l'adozione di applicazioni open source per la nuova tecnologia". Sistemi e codici accessibili. A parere del professore potrebbe essere questa la contromossa che l'Occidente mette in campo rispetto alle ambizioni della Cina.