La Stampa, 9 marzo 2020
La maggior parte dei decessi sono dovuti a overdose da psicofarmaci sottratti alla farmacia interna. Le proteste nate dalle limitazioni dovute al contenimento della diffusione del coronavirus.
Detenuti tragicamente deceduti o gravemente feriti, operatori sequestrati e aggrediti, strutture messe a ferro e fuoco e devastate. È sempre più tesa la situazione in molte carceri italiane in seguito alle limitazioni dovute al contenimento della diffusione del coronavirus, da Milano a Foggia passando per Alessandria, Verona, Pavia, Modena e Lecce.
Proprio in quest'ultima città si è verificato il bilancio più grave con sei detenuti deceduti: tre sono morti nel carcere di Modena ed altri tre nelle carceri dove erano stati trasferiti. Cinque morti sarebbero dovute a overdose per psicofarmaci sottratti durante un assalto all'infermeria interna al carcere, una per soffocamento a causa dei fumi provocati dell'incendio di materassi durante le proteste.
Modena - Al pronto soccorso dell'ospedale civile di Baggiovara sono state medicate tre guardie e sette sanitari con ferite lievi; uno di questi è lievemente intossicato. Al momento, spiega il policlinico modenese, sono stati 18 i pazienti trattati nei posti medici avanzati (Pma), la maggior parte per intossicazione. I più gravi, 6 detenuti, sono stati trasportati ai pronto soccorsi cittadini di cui quattro sono in prognosi riservata ricoverati in terapia intensiva: due al policlinico di Modena, uno a Baggiovara e uno a Carpi. Al pronto soccorso dell'ospedale civile di Baggiovara sono state medicate tre guardie e sette sanitari con ferite lievi; uno di questi è lievemente intossicato.
Milano - Detenuti sui tetti in rivolta anche nel carcere di San Vittore, sull'onda di quanto sta succedendo anche in altre carceri italiane. Da quanto emerso, questa mattina a San Vittore i detenuti hanno sfasciato alcuni ambulatori e dato fuoco a delle lenzuola, all'urlo di: "Libertà, vogliamo la libertà». Sul posto ci sono gli agenti di polizia in assetto antisommossa e il pm Alberto Nobili, che sta trattando con i detenuti. Le strade attorno alle mura che circondano la casa di reclusione sono state chiuse al traffico e presidiate dalle forze dell'ordine. Dopo un primo momento di protesta sul tetto sono rimasti 14 detenuti: a quanto riferisce la polizia la rivolta è sotto controllo.
Pavia - Stanno rientrando nelle celle i detenuti del carcere di Pavia che ieri sera a partire dalle 20 circa hanno devastato la struttura. I carcerati sono scesi dai tetti e dai camminamenti dove si erano asserragliati dopo una trattativa con il procuratore aggiunto pavese Mario Venditti. Da quanto ha riferito il procuratore aggiunto, tutti i detenuti dell'istituto penitenziario di Pavia sono usciti dalle celle e sono saliti addirittura sui tetti all'interno della struttura. «C'è stata una gran confusione - ha detto Venditti - e alcuni atteggiamenti che sono stati equivocati» e che hanno fatto credere a chi del personale del carcere era presente per sedare la rivolta, a un sequestro e al pestaggio di due agenti. Fatto, quest'ultimo, che il procuratore ha smentito: «nessun atto di violenza, nessun sequestro» ha spiegato, aggiungendo che non si è trattato nemmeno di «un regolamento di conti tra detenuti». Comunque saranno le indagini ad accertare la dinamica di quanto è accaduto e ad appurare se i due agenti siano stati tenuti in ostaggio e malmenati o se la concitazione e la confusione del momento abbiano generato un equivoco, come ha affermato Venditti.
Foggia - Almeno 20 detenuti evasi. Sta lentamente tornando alla normalità la situazione all'interno del carcere di Foggia dove, questa mattina, c'è stata una protesta con una evasione di numerosi detenuti. Nel corso della protesta i detenuti, uomini e donne, hanno rotto le finestre di alcuni locali e sono saliti sui tetti. Un detenuto è stato ferito alla testa ed è stato medicato dai medici del 118; alcuni detenuti hanno appiccato all'interno del piazzale del carcere un incendio spento dai vigili del fuoco. Mentre i carcerati protestavano molti loro familiari dall'esterno li esortavano a placare le loro proteste e a tornare nelle celle. «Se continuate cosi - gridavano madri e mogli - è peggio. Tornate in cella».
Due gli elicotteri che stanno sorvolando la città, mentre sono numerose le pattuglie di forze dell'ordine in giro per le strade e i quartieri di Foggia: secondo una prima stima, una ventina di detenuti sarebbe evasa dal carcere di Foggia nel corso della rivolta di questa mattina. Lo si apprende da fonti investigative. Nel corso della protesta, circa cinquanta detenuti sono riusciti a scappare dal carcere ma una trentina di loro è stata bloccata nelle immediate vicinanze dalle forze di polizia. I commercianti che si trovano nelle vicinanze della casa circondariale sono stati invitati dalle forze dell'ordine a chiudere i locali.
Palermo - Tentativo di evasione, interviene l'esercito. Tentativo di evasione dal carcere Ucciardone a Palermo. Alcuni detenuti hanno tentato di scavalcare la recinzione dell'istituto di pena per cercare di fuggire. Il tentativo è stato bloccato dalla polizia penitenziaria. Il carcere è circondato dai carabinieri e polizia in tenuta antisommossa. Anche le mura del carcere sono presidiate. Le strade attorno a vecchio carcere borbonico sono chiuse. Ieri sera la protesta era scattata anche al Pagliarelli, il secondo carcere di Palermo.
Morti ad Alessandria e Verona - Altre rivolte, poi sedate, erano scoppiate ieri nelle carceri in altre città come Frosinone, Pescara e a Genova. A Verona e Alessandria due detenuti sono morti per overdose da psicofarmaci, sottratti dalle infermerie durante le proteste.










