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di Irene Famà

La Stampa, 5 maggio 2025

Le Camere Penali hanno indetto l’astensione da udienze e altre attività per il 5, 6 e 7 maggio. Il motivo: “Grave offesa dei principi costituzionali”. Le Camere penali protestano contro il Decreto Sicurezza, entrato in vigore il 12 aprile. Così l’avvocatura penalista ha indetto tre giornate di sciopero nazionale il 5, 6 e 7 maggio con astensione dalle udienze e da ogni attività. Il decreto, sostengono gli avvocati, rappresenta un grave offesa ai principi costituzionali e alle garanzie fondamentali dei cittadini. E l’obiettivo della protesta è uscire dalle aule di tribunale per sensibilizzare la società civile.

A preoccupare i legali sono diversi aspetti, a iniziare “dall’abuso dello strumento della decretazione d’urgenza, utilizzata senza che sussistano i requisiti previsti dalla Costituzione. Il testo approvato, di fatto, ripropone integralmente il disegno di legge rimasto fermo in Parlamento per oltre un anno”. Il provvedimento era stato approvato in fretta e furia dal Consiglio dei ministri dopo una serie di limature apportate su alcuni punti: dal carcere per le donne in gravidanza al divieto di comprare una sim telefonica per i migranti irregolari.

Una manifestazione contro il decreto sicurezza - Tra le criticità evidenziate dagli avvocati italiani ci sono le nuove e “inutili fattispecie di reato, aggravanti prive di logica giuridica, e l’accentuarsi di un approccio esclusivamente repressivo verso fenomeni di marginalità e di dissenso sociale”. Un’impostazione che, sottolineano le Camere Penali, “rischia di aggravare la già drammatica situazione delle carceri italiane, segnate da sovraffollamento, carenza di attività rieducative e difficoltà nel garantire la salute mentale e fisica dei detenuti”.

La mobilitazione è nazionale. A Roma, oggi alle 10,30, è prevista una manifestazione in piazza Cavour per raccogliere il dissenso dei giuristi e della società civile. Sempre oggi alle 12, a Torino, presso i locali del Consiglio dell’Ordine a Palazzo di Giustizia, è indetta un’assemblea “contro le derive del decreto sicurezza”. Interverranno l’avvocata Giulia Boccassi della Giunta dell’Unione delle Camere penali italiane e il professor Andrea Giorgis, docente di Diritto costituzionale. “È necessario mobilitarsi a difesa dei principi democratici e dei diritti fondamentali della persona, sia essa libera o detenuta - spiegano -. In primis il diritto di difesa e quello ad un giusto processo, soprattutto per i soggetti socialmente più fragili, le cui garanzie sono messe a rischio dalle nuove disposizioni legislative”.

Per aprire un confronto pubblico e istituzionale sul tema, la Camera Penale della Lombardia Orientale ha convocato alle 10 un’assemblea nell’aula Panettieri del Tribunale di Brescia. “Un’occasione - spiegano i promotori - per discutere criticità, raccogliere proposte e sollecitare modifiche urgenti al decreto, coinvolgendo professionisti, cittadini e rappresentanti politici del territorio”.