di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 31 luglio 2025
La mobilitazione dei Garanti territoriali dei detenuti, c’è la richiesta di un provvedimento di clemenza. Samuele Ciambriello, presidente della Conferenza e Garante della Campania: “A Poggioreale abbiamo incontrato una sola psichiatra. Mancano medici, pedagogisti, educatori. Ci sono, invece, il sovraffollamento e i morti”. Si è tenuta ieri la protesta indetta dalla Conferenza nazionale dei garanti territoriali dei detenuti in tutta Italia, per le condizioni detentive nelle carceri italiane, sempre più critiche per il sovraffollamento, che ha toccato quota 134%, e che in estate tendono a peggiorare a causa del caldo e della minore affluenza di volontari, personale e visite.
“Chiediamo al governo due cose: un provvedimento deflattivo così come ha fatto Berlusconi nel 2003 e nel 2010 e una cosa concreta: la liberazione anticipata speciale. Invece di dargli 45 giorni ogni sei mesi, portarli a 75 giorni. L’abbiamo fatto durante il Covid, l’abbiamo fatto in Italia quando la Corte europea dei diritti dell’uomo ci ha sanzionati” ha detto il portavoce della Conferenza e Garante dei detenuti della regione Campania Samuele Ciambriello, intervenendo davanti al Palazzo di giustizia di Napoli. “Qui a Poggioreale oggi abbiamo incontrato una sola psichiatra. Mancano medici, pedagogisti, educatori. Ci sono i morti, il sovraffollamento e, soprattutto in questo periodo, la mancanza di dignità” ha proseguito. I numeri sono quelli raccontati da Antigone nel suo rapporto di metà anno: oltre 62mila detenuti a fronte di poco più di 45mila posti.
A Potenza la garante provinciale Carmen D’Anzi ha denunciato un sovraffollamento del 150% nell’istituto, mentre nel minorile a mancare sono soprattutto gli operatori: in servizio ci sono 25 agenti a fronte dei 32 previsti. A Palermo si sono riuniti i garanti di Messina e Siracusa, oltre a quello del capoluogo di regione. “Nel carcere di Brucoli ci sono stati per 5 giorni problemi di carenza di luce e acqua” ha detto la garante di Messina Lucia Risicato, denunciando le “condizioni drammatiche”. Visite e proteste ci sono state anche a Benevento e Trento. Qui Giovanni Pavarini ha trovato il 57% dei detenuti in più dei posti disponibili: “Se oltre a incrementare le pene, aumento i reati, non creo valvole di sfogo; creo la premessa perché ci sia più gente che entra rispetto a quella che esce. È matematico che si aumenterà il numero dei detenuti. Senza contare il fatto che anche se domani facessi 100mila posti in più, nel giro di qualche mese quei posti si riempirebbero, perché la legge universale dice che più posti ci sono in carcere, più il carcere è affollato” ha detto uscendo dalla casa circondariale, dove si sono verificati 5 tentati suicidi e 12 atti di autolesionismo. “È stato annunciato un nuovo decreto, che però è uguale a quello di un anno fa, parla di nuovi posti, misure per i detenuti con dipendenze e aumento delle telefonate. Ma mancano gli operatori, quello che serve è un provvedimento di clemenza” spiega al manifesto Valentina Calderone, garante di Roma.
Martedì pomeriggio, alla vigilia della mobilitazione, nel penitenziario di Parma si è tolto la vita un uomo di 53 anni impiccandosi con l’elastico delle proprie mutande mentre era recluso in isolamento dallo scorso 2 maggio. Stando ai dati di Antigone è il quarantaseiesimo suicidio dall’inizio del 2025.









