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mbnews.it, 15 maggio 2025

Un’opera intensa nata dietro le sbarre conquista il palco del Teatro Parioli. Ci sono storie che, pur nascendo nel silenzio, riescono a farsi sentire forte. È il caso di “Senza Parole”, l’opera teatrale realizzata all’interno della Casa Circondariale Sanquirico di Monza dal gruppo i Geniattori, che ha vinto il 1° Premio Maurizio Costanzo - Teatro in Carcere. Un riconoscimento prestigioso, promosso dall’associazione omonima fondata da Camilla Costanzo, che premia l’impegno culturale tra le mura carcerarie.

Teatro in carcere Monza: il laboratorio che diventa percorso di umanità - Il progetto è partito alcuni mesi fa nella sezione Luce del carcere, coinvolgendo una decina di detenuti. A guidarli in questo viaggio non solo artistico, ma profondamente umano, la compagnia teatrale monzese i Geniattori. “Vista la mia esperienza nelle carceri, sono stato coinvolto sin dall’inizio per occuparmi della parte più educativa e relazionale con i ragazzi,” racconta Paolo Piffer, anima sociale del progetto. “Per molti di loro, il teatro è terapeutico: si esercitano a riconoscere, governare e rappresentare le emozioni.” Una vera e propria palestra emotiva, dove il palcoscenico diventa spazio di elaborazione interiore e consapevolezza.

Il prossimo 20 maggio, i Geniattori e i detenuti-attori avranno il privilegio di salire sul palco del Teatro Parioli di Roma, uno dei luoghi simbolo della scena culturale italiana. Un debutto che vale come un riscatto. “Un premio inaspettato che ci riempie di orgoglio,” afferma Mauro Sironi, regista e guida artistica del gruppo. “Sono state ben 26 le compagnie partecipanti. In scena rappresentiamo le diverse fasi di una giornata tipo in carcere: si sorride, ci si commuove. È un’opera che fa riflettere e che accende un faro su un tema delicatissimo.”

Il successo di “Senza Parole” è anche merito di una rete di sostegno che ha creduto nel potere trasformativo della cultura: la direttrice del carcere Dott.ssa Buccoliero, la Dott.ssa Saccone, l’intera area educativa, i magistrati di sorveglianza e gli agenti penitenziari. Tutti hanno contribuito a rendere possibile non solo il laboratorio, ma anche la trasferta romana.

Una giuria d’eccezione per un premio speciale

A confermare il valore del lavoro dei Geniattori, una giuria prestigiosa composta da: Pino Strabioli (presidente), regista e conduttore; Camilla Costanzo, scrittrice e sceneggiatrice; Valerio Mastandrea, attore e regista; Brunilde Di Giovanni, presidente dell’associazione “Voglia di Teatro”; Paolo Conti, editorialista del Corriere della Sera.

Cultura e inclusione: quando il teatro rompe le catene - Il successo di “Senza Parole” dimostra come il teatro in carcere possa essere molto più di una semplice attività ricreativa: è un ponte tra mondi, uno strumento di espressione e riconciliazione. Un faro acceso su vite spesso invisibili, ma piene di storie che meritano di essere raccontate.