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di Fabrizio Caccia

Corriere della Sera, 29 marzo 2024

Le “valutazioni” su un’eventuale mobilitazione dell’Associazione nazionale magistrati, il sindacato delle toghe, contro i test psicoattitudinali introdotti dal governo (entreranno in vigore nel 2026) saranno al centro del prossimo Comitato direttivo centrale dell’Anm, in programma sabato 6 e domenica 7 aprile a Roma. Al termine delle “valutazioni”, potrebbe essere indetto uno sciopero. La polemica da giorni è rovente: “Un provvedimento sfregiante - attacca Salvatore Casciaro, segretario generale dell’Anm - perché dà un messaggio ai cittadini secondo cui i magistrati hanno bisogno di essere controllati psichicamente”. Non solo. Casciaro lo definisce “un provvedimento anche demagogico perché i magistrati vengono controllati sotto il piano dell’equilibrio lungo tutto l’arco della carriera. E infine è pure di dubbia costituzionalità”.

Ma ieri in commissione Giustizia della Camera, durante le audizioni sul ddl Nordio di riforma del codice penale, già approvato dal Senato, sono arrivate critiche al governo anche dal presidente dell’Anac Giuseppe Busia e dai procuratori Raffaele Cantone (Perugia) e Maurizio De Lucia (Palermo) nonché dall’aggiunto di Milano, Eugenio Fusco. Per esempio sull’abolizione del reato di abuso d’ufficio: anche se il ddl ha “l’intendimento condivisibile che è quello di fare chiarezza, evitare ambiguità e avere tassatività”, c’è il rischio di una “minore certezza delle regole”, secondo Busia. E Cantone: “L’abrogazione dell’abuso d’ufficio rappresenta un arretramento significativo nel contrasto ai reati contro la PA ma soprattutto ai fatti corruttivi. Renderà più complesse le indagini”. De Lucia, dal canto suo, ha sottolineato”tutta una serie di disfunzioni che creeranno un notevole appesantimento di una macchina che già stenta a funzionare”. D’accordo anche il procuratore aggiunto di Milano Fusco. “Un errore abrogare totalmente il reato di abuso d’ufficio. Forse è un intervento disperato quello che sto facendo, perché forse tutto è già deciso, ma una riflessione varrebbe la pena di farla”.

Cantone poi si è scagliato anche contro “l’introduzione del gip collegiale, che comunque non sarà a breve, perché c’è il termine di due anni dall’entrata in vigore, ma creerà problemi per la gestione del quotidiano”. E De Lucia: “Immaginare un gip collegiale che decida sulla libertà dei cittadini e poi un tribunale del Riesame come quello che noi abbiamo che nei 10 giorni successivi debba nuovamente rivedere gli elementi è oggettivamente uno spreco. Nella migliore della ipotesi, per decidere il procedimento impieghiamo 13 giudici”. Ma è polemica anche sulle parole del procuratore di Napoli, Nicola Gratteri (“Estendiamo i test a politici e ministri”). La maggioranza contrattacca con Maurizio Lupi di Noi moderati (“Per i politici il vero test è il voto”) e Maurizio Gasparri di FI (“Nessun timore, mi sottoporrò spontaneamente a tutti i test che vuole Gratteri”). Intanto, ieri, con la sentenza 51, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima l’automatica rimozione dalla magistratura in caso di condanna del magistrato a una pena detentiva non sospesa.