di Giampaolo Cerri
vita.it, 30 dicembre 2025
Sono quelle di “Awarness”, consapevolezza, “Advocacy”, ossia sostegno, e “Action”, vale a dire azione, le tre parole che stanno alla base della missione di Soroptimist, l’associazione internazionale per la tutela e la promozione della donna e dei suoi diritti. A capo della sezione italiana, 5mila socie, la presidente Adriana Macchi traccia un bilancio del suo mandato, che si conclude col 2025. Dalle carceri femminili alle palestre, dai campi di calcio alle olimpiadi, dai beauty center alle caserme e commissariati di tutta Italia. C’è un filo rosso che unisce questi luoghi in una rete di speranza e progetti per cambiare e migliorare la vita delle donne.
Sono posti dove sono arrivate le socie dell’organizzazione mondiale Soroptimist International d’Italia con la presidente nazionale Adriana Macchi realizzando progetti per abbattere la violenza contro le donne. “La missione è quella di migliorare la vita e lo stato delle donne attraverso la consapevolezza (awarness), il sostegno (advocacy) e l’azione (action) e agire come voce universale per le donne”, sottolinea la piemontese Macchi, alla guida delle 5mila donne soroptimiste mentre il suo impegno sta volgendo al termine, in questi ultimi giorni del 2025.
“Lavoriamo su tanti fronti per abbattere il gender gap, al termine del mio percorso si potrà ripartire dalla certificazione ufficiale dell’esistenza del gender gap nel mondo dello sport con i dati del Progetto Simo, una ricerca firmata dalla campionessa biolimpionica Antonella Bellutti che abbiamo presentato a Roma”. La misurazione del gender gap, attraverso un continuo aggiornamento e monitoraggio è fondamentale per poter implementare politiche attive di promozione dello sport femminile. “Oltre alla ricerca ci tengo ad evidenziare che molte sono le iniziative intraprese in tutta Italia nell’ambito del progetto Donne & Sport tra cui: l’approvazione e sottoscrizione di oltre 160 amministrazioni comunali della Carta etica dello sport femminile, redatta da Assist Italia, nostro partner di progetto, siglato un accordo con Special Olympics Italia per promuovere percorsi sportivi e di vita, di atlete con disabilità intellettive e il progetto Sport e donne in carcere. Si Sostiene carcere che sostiene le attività femminili all’interno delle carceri italiane per favorire il benessere psico-fisico, la socializzazione e il reinserimento delle donne detenute”.
Riavvolge il nastro e continua a lavorare in una corsa contro il tempo: sono già programmate le aperture di due nuovi spazi in Calabria nella sezione femminile di Castrovillari e di Reggio Calabria. L’impegno sociale di Macchi parte dalle ultime, le detenute: “Lavoriamo entrando nelle case circondariali con il progetto Si Sostiene, ci sono accordi e protocolli di intesa con il Dipartimento amministrazione penitenziaria - Dap del ministero Giustizia che oggi contempla l’estensione anche ad altri ambiti della gender equality come il diritto alla salute e il benessere psico-fisico. Nasce così la recente declinazione di Donne & Sport in Carcere, per promuovere le attività motorie e sportive femminili anche per le donne detenute con attivazione di percorsi ad hoc e nuove ed attrezzate palestre nelle sezioni femminili di Cagliari e Vercelli e tre nuove “Aree Benessere” inaugurate in Campania ad Avellino e Benevento e a Caserta nell’Istituto di Santa Maria Capua a Vetere (Ce). Lo scorso 8 ottobre”, prosegue Macchi, “abbiamo inaugurato le aree benessere completamente attrezzate per promuovere e incentivare la pratica dell’esercizio fisico in ambienti moderni, accoglienti, funzionali progettati e curati dall’architetto Alessandra Franco”. Altra parola d’ordine in carcere è formazione e lavoro, dando professionalità e prospettive si riduce il rischio di recidiva: “Hanno creato pochette con Aspesi e borse di studio per 22mila euro, con Fabbri 1905 con 15 nuovi “Corsi di gelateria artigianale” e 60mila euro di formazione messa a disposizione di Soroptimist e di 128 detenute che hanno ottenuto il diploma, altamente spendibile, da gelatiere”, sottolinea la presidente.
Progetti che Soroptimist International d’Italia riesce a organizzare con il lavoro di 5mila donne e nello specifico 67 club in tutto il Paese. Rimarca la presidente nazionale Macchi: “Solo nel 2024-25 abbiamo organizzato più di cinquanta nuovi percorsi di formazione per quasi 500 donne ristrette coinvolgendole in ambiti diversi come la sartoria, l’estetica, la parruccheria e la nail art, la cucina o la cioccolateria, la coltivazione e la florovivaistica, la composizione floreale, il restauro e con Laboratori creati ad hoc come quello di cosmesi appena partito a Secondigliano e promosso dal Club di Napoli che sta formando e impegnando alcune detenute nella produzione di saponette artigianali e che potrà diventare presto per queste ragazze una proposta strutturata di lavoro”.
C’è il capitolo violenza: si stima di circa 30mila donne vittime di violenza passate da una delle 330 Stanze tutte per sé aperte dalle soroptimiste. “In dieci anni, sono state create oltre trecento punti di accoglienza del progetto Stanza tutte per sé per accogliere la denuncia di donne vittime di violenza all’interno delle strutture delle Forze dell’ordine in tutta Italia. Tre per ogni provincia italiana, la media delle stanze aperte da Soroptimist International d’Italia”, spiega, sottolineando come l’impegno, in questi anni, sia cresciuto e si sia ampliato tanto da essere stato modificato anche il paradigma di azione. “In principio eravamo noi soroptimiste a presentare il progetto, ora ci viene richiesto anche in zone dove non ci sono club e noi interveniamo consapevoli dell’importanza di avere una stanza o una stanza portatile tutta per sé”, osserva Macchi. Ma sono le esperienze dirette a fare la differenza: “Incontrando gli operatori, da magistrati a carabinieri sul campo, ho avuto i riscontri di un Paese reale dove ci sono esigenze, dove le donne vivono in sofferenza ma ci sono omertà e paura di parlare ed essere giudicate. Abbiamo compreso che il luogo dove denunciare e accogliere fa la differenza, è importante”, aggiunge.
Sempre in tema di violenza di genere, passa anche da una dimensione di informazione trasversale. “Quelle che noi abbiamo definito “sentinelle nelle professioni” sono le prime ad avere contatti con le donne e coglierne le fragilità e poterle indirizzare per un aiuto, abbattendo la prima barriera di silenzio”, spiega Macchi. “Si può dare un primo aiuto informale attraverso la conoscenza e la diffusione di informazioni corrette rispetto a legge e tutela delle donne”, aggiunge, “consigli che diventano informazioni di base efficaci per la tutela delle donne per avviare percorsi di tutela: a chi rivolgersi, abbattendo paure e stereotipi”. Si tratta della realizzazione di iniziative di informazione, organizzati con esperti ed esperte di settore, rivolte agli allievi di scuole professionali di estetica e al personale che opera in centri benessere, palestre, società e centri sportivi per il quale è stato firmato un accordo tra Soroptimist International d’Italia e Confartigianato Imprese Benessere. L’obiettivo è quello di diffondere la conoscenza di quei campanelli d’allarme che ci permettono di riconoscere quei segni che sono espressione di un rapporto non equilibrato e che non vanno assolutamente sottovalutati. Ad oggi sono stati coinvolti otre 2.200 professionisti.










