di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 22 gennaio 2026
La commissione Affari costituzionali del Senato adotterà un testo base per avviare l'iter della legge per il contrasto dell'Antisemitismo il prossimo 27 gennaio, giorno della Memoria. E questo, viene spiegato, anche in attesa del ddl del Pd che dovrebbe arrivare nelle prossime ore, con l'assemblea dei senatori del Partito democratico convocata per questa mattina proprio per discutere della materia. Nella seduta di ieri della commissione, su proposta del presidente Alberto Balboni, si è votato sulle modalità con cui procedere ad affrontare il tema. Esclusa l'ipotesi di un comitato ristretto, che era quella di gran lunga preferita da Pd, M5S e Avs.
Dopo l'adozione del testo base, sempre il 27 gennaio inizierà la discussione generale sul provvedimento che dovrebbe concludersi il 5 febbraio mentre il termine emendamenti dovrebbe essere il 10 dello stesso mese.
Il testo sarà con ogni probabilità quello presentato dal leghista Massimiliano Romeo, che è sovrapponibile a quello di Ivan Scalfarotto di Iv. “Bene la decisione della Commissione Affari costituzionali di procedere con tempi certi e rapidi verso l'approvazione di una legge sull'antisemitismo che sia “alta” e condivisa - ha detto Scalfarotto - Non riusciremo ad arrivare in Aula, come Italia viva auspicava, per il 27 gennaio, Giorno della memoria, ma in quella data la commissione adotterà il testo base e aprirà la discussione generale”. Secondo l'esponente di Iv “si sarebbe certamente potuto fare anche prima, ma l'interesse ad avere una buona legge in tempi certi prevale certamente su ogni altra considerazione” perché “il crescente fenomeno dell'antisemitismo suscita gravissime preoccupazioni e il Parlamento in questa emergenza deve dimostrarsi all'altezza della situazione”.
Maggioranza compatta sull'iter deciso dalla relatrice leghista Pirovano e dal presidente Balboni. “Siamo soddisfatti della decisione presa in Commissione di adottare un testo base in coincidenza del 27 gennaio, Giornata della Memoria - dichiara in una nota FdI, che ha presentato un proprio testo - È una scelta che Fratelli d'Italia e la maggioranza hanno sostenuto con convinzione, per garantire tempi rapidi e certi al percorso parlamentare”. Aggiungendo poi che “spiace registrare il voto contrario delle opposizioni, che ancora una volta scelgono la strada dell'ostruzionismo anche su temi che dovrebbero unire tutte le forze politiche”.
La tempistica è ritenuta “accettabile” dal gruppo di Forza Italia, secondo il quale “è prevalsa la volontà di lavorare in Commissione senza ricorrere a un Comitato ristretto, che avrebbe soltanto effetti dilatori mentre i termini sono chiari e ciascuno li potrà esporre nei modi e nelle forme che i regolamenti consentono in maniera ampia”. Sì al testo base anche da Noi Moderati, che con Mariastella Gelmini spiega che “su un tema come questo servono unità e massima condivisione, bisogna essere celeri, quindi basta divisioni”.
Dalle opposizioni no a un nuovo testo da parte di Avs che per bocca di Peppe De Cristofaro ritiene sufficienti le normi vigenti, mentre il Pd si appresa alla resa dei conti in mattinata. “L'adozione di un testo, qualunque sarà, è un aspetto positivo perché si da un segnale cioè il Parlamento assume la necessità di fare una legge e con tempi certi, per questo sono soddisfatto - ha detto Graziano Delrio, che ha presentato un suo testop a titolo personale, firmato da una manciata di senatori dem ma rinnegato dal partito - Io avrei preferito tempi più rapidi, ma intanto è stato fatto un passo avanti”. Il testo Delrio è stato al centro di polemiche perché si richiama alla definizione di antisemitismo approvata dall'Alleanza internazionale per la memoria dell'Olocausto. Secondo i detrattori, ciò rischia di equiparare qualsiasi critica politica a Israele a una forma di antisemitismo. “Io credo che il Parlamento non debba guardare alle procedure interne, ma a chi sta fuori dalle aule e soffre e subisce discriminazioni”, ha concluso l'esponente dem.
Nel testo che presenterà il senatore dem Andrea Giorgis si adotterà una definizione diversa di antisemitismo che si ispira a quella fissata con la “Dichiarazione di Gerusalemme”, che appunto cerca di distinguere - con esempi concreti - espressioni di vero Antisemitismo dalle critiche, anche aspre, verso Israele. Inoltre, il testo del Pd estende le norme non solo agli atti antisemiti ma anche a tutta una serie di altre manifestazioni di razzismo o di odio.









