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di Eleonora Martini

Il Manifesto, 6 febbraio 2025

Il calendario del Senato prevede che il Ddl Sicurezza arrivi in Aula nella prima settimana di marzo, sempre che le commissioni Affari costituzionali e Giustizia concludano il loro iter. Che nelle ultime settimane prosegue a ritmo lento, in attesa che il governo decida se e come intervenire per correggere i punti giudicati incostituzionali sui quali si è concentrata la moral suasion del Quirinale. Il lavoro delle commissioni, che anche ieri si sono riunite per il voto degli emendamenti, ha superato i due terzi circa del fascicolo. Nessuno sa però ancora cosa succederà in Aula: se le modifiche preannunciate dal ministro Ciriani arrivino con un maxi emendamento governativo (rinviando il testo alla Camera in terza lettura), o se seguiranno altre vie legislative. La Lega preme per snobbare il Colle e approvare subito il ddl. In caso contrario, come ha ribadito anche ieri il capogruppo Romeo, “vorremmo anche noi introdurre delle proposte migliorative”. Nel senso leghista del termine, ça va sans dire.

Ma la questione sicurezza è troppo importante per lasciarla alla destra o, come accaduto negli anni passati, inseguire gli umori più giustizialisti del Paese. Molti sindaci dem (in particolare nel varesotto) da settimane, insieme a esponenti del Pd come Walter Veltroni o Paolo Gentiloni, sollecitano Elly Schlein ad un confronto. Che si terrà questa mattina, in una riunione on line a cui parteciperà gran parte della segreteria dem, con i responsabili enti locali, giustizia, scuola, cultura, welfare, casa, immigrazione. Una “prima riflessione”, spiega la coordinatrice della segreteria Marta Bonafoni, “provando a distinguerci definitivamente dall’approccio strumentale delle destre”.