di Gabriella Cerami
La Repubblica, 2 agosto 2024
Ddl sicurezza, le opposizioni furiose dopo la seduta notturna: “Dal governo gestione da dittatura”. Alta tensione nella sala del Mappamondo di Montecitorio dove a oltranza si sono riunite le commissioni per esaminare il disegno di legge. Una “gestione arrogante” e anche “da dittatura” da parte del governo che “calpesta le prerogative del Parlamento”. Le opposizioni sono infuriate. Quella trascorsa è stata una notte ad alta tensione nella sala del Mappamondo della Camera dove a oltranza si sono riunite le commissioni Affari costituzionali e Giustizia per esaminare il disegno di legge sicurezza, che poi approderà in Aula alla Camera dopo la pausa estiva deciso “nell’ambito di un tentativo di ristabilire un rapporto minimamente corretto tra maggioranza e opposizione. Quello che è accaduto stanotte è una cosa che noi reputiamo comunque molto grave: 12 ore consecutive di seduta, con i presidenti che decidono di consentire un minuto di intervento a gruppo quando ci sono due commissioni congiunte, è oggettivamente una forzatura e uno strappo che non aveva ragione e che andava ricucito e rimarginato”, ha detto Riccardo Magi, deputato di +Europa.
L’obiettivo della maggioranza, infatti, era di licenziarlo quanto prima, forse già all’alba. Se per ogni emendamento erano stati concessi tre minuti al firmatario per illustrarlo poi si è passati a uno fino a scendere a trenta secondi per quelli a titolo personale. Tutto questo per fare in fretta malgrado il provvedimento non sia tra quelli in scadenza.
Per questo, alla ripresa dei lavori dell’Aula, il Pd rivolgendosi al presidente Lorenzo Fontana ha usato parole durissime contro l’esecutivo: “Sono stati contingentati i tempi - ha detto la capogruppo dem Chiara Braga - in assenza di qualsiasi atteggiamento ostruzionistico con una modalità di gestione che ha visto momenti di forte tensione anche a fronte di intimidazioni e minacce nei confronti dell’opposizione. Una modalità che non è accettabile”. Un atteggiamento “aggressivo da parte della maggioranza”, ha stigmatizzato anche Filiberto Zaratti. Inevitabile per Riccardo Magi di +Europa parlare “di una rottura fra maggioranza e opposizioni e, per quanto ci riguarda, politicamente non può che avere delle conseguenze. Come opposizioni abbiamo assistito ad una serie infinita di forzature da parte del governo e della maggioranza, arrivato nelle commissioni nel mese di gennaio scorso”.
Non solo i capigruppo dem delle due commissioni, Simona Bonafè e Federico Gianassi, fanno presente che prima hanno convocato i gruppi per la ripresa dell’esame del ddl sicurezza per poi sconvocarli e riconvocarli nel pomeriggio annullando contestualmente le audizioni sul premierato che erano previste per oggi: “Siamo davanti a un provvedimento liberticida, repressivo e incostituzionale, ed è incomprensibile questa corsa”. Poi il rinvio a settembre.
In particolare si sta esaminando l’articolo 18 del testo che modifica il codice penale, introducendo diverse misure come l’aggravante del reato di istigazione a disobbedire alle leggi all’interno di un istituto penitenziario, punibile da 6 mesi a 5 anni, e il delitto di rivolta all’interno di un carcere. Episodi piuttosto frequenti in questo periodo estivo: i detenuti sono portati a protestare a causa del sovraffollamento e delle condizioni inumane in cui vivono. Viene considerato reato anche la resistenza passiva. La pena base è la reclusione da 2 a 8 anni, e sono previste anche aggravanti. Pd, Avs e +Europa chiedono di sopprimere l’articolo ma non hanno alcuna sponda né nel Movimento 5 Stelle e neanche in Forza Italia, che si dice sensibile al tema delle carceri che stanno scoppiando.










