sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Giovanni Negri

Il Sole 24 Ore, 16 settembre 2024

Con il testo del Governo trasformati in illecito penale il blocco stradale o dei treni. Molte disposizioni sono state criticate perché puntano a reprimere le proteste e per la loro connotazione ideologica. Alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa estiva è proprio il tema della sicurezza a polarizzare la maggiore tensione tra le forze politiche. Che ci sia un allarme sociale diffuso, al di là di singoli ed efferati episodi di violenza, è tutto da verificare, anche se i dati attestano una crescita delle denunce sino a superare i livelli antecedenti all’epoca Covid.

Di certo però la maggioranza ha messo nero su bianco un pacchetto di interventi che più di altri, contestano le opposizioni, ne svelano l’anima repressiva. Alla Camera, nell’arco di questa settimana, sarà approvato in prima lettura un denso disegno di legge che interviene su una pluralità di fronti. Dall’attività di contrasto a criminalità organizzata e terrorismo, alla sicurezza urbana, passando per le carceri e le forze dell’ordine. Misure di tenore diverso, molte a elevato tasso ideologico. Con l’effetto sicuro di moltiplicare il numero di reati e le condanne anche alla detenzione, in un momento però di assoluta emergenza per le drammatiche condizioni delle carceri. Esemplari in questo senso sono le misure contro alcune forme di criminalità ritenute di maggiore gravità e allarme.

A partire dalle occupazioni abusive e dalle forme pubbliche di protesta: per contrastare le prime è introdotto un nuovo delitto nel Codice penale, l’occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio, e una nuova norma nel Codice di procedura penale, il reintegro nel possesso dell’immobile. La sanzione va da 2 a 7 anni di carcere. A far discutere ci sono anche le misure che trasformano in illecito penale - al posto dell’attuale infrazione amministrativa - il blocco stradale o ferroviario attuato con ostruzione fatta col proprio corpo.

La pena è aumentata se il fatto è commesso da più persone riunite. Norme che, si polemizza, hanno più l’obiettivo di reprimere la protesta sociale, anche nelle forme magari più discutibili di espressione del dissenso, che quello di elevare gli standard di sicurezza. A dividere, almeno per un po’, la medesima maggioranza, peraltro c’è stata anche la disciplina da applicare alla detenute madri e donne incinte.

Ad una Lega fermamente orientata a cancellare il divieto di detenzione in questi casi assai delicati si è contrapposta Forza Italia che è arrivata a presentare un emendamento per confermare lo stop al carcere. Punto di equilibrio trovato poi con una correzione delle ultime ore che affida a un monitoraggio la verifica degli effetti della soppressione del divieto e del recupero di margini di discrezionalità da parte dell’autorità giudiziaria.

E ancora, sulla criminalità “di strada”, si colpisce in maniera più pesante l’accattonaggio con l’età del minore portata sino a 1 a 6 anni e le truffe, con un mix di aggravanti generali e speciali a protezione soprattutto dei soggetti deboli come gli anziani. Per le forze dell’ordine i segnali sono diversi, dall’aumento della copertura legale per le azioni commesse in servizio, a una maggiore liberalizzazione del possesso di alcune categorie di armi fuori servizio.

A essere inasprito è poi tutto il trattamento sanzionatorio per le forme di resistenza e di aggressione alle forze di polizia. Nuovi reati anche nelle carceri, per sanzionare più pesantemente le rivolte: la pena base è la reclusione da 2 a 8 anni, l’aver commesso il fatto con uso di armi è punito con la reclusione da 3 a io anni; l’aver causato una lesione personale ha come conseguenza l’aumento della pena fino ad un terzo; l’aver causato la morte è punito con la reclusione da io a 20 anni. La sola partecipazione alla rivolta è invece punita con la reclusione da 1 a 5 anni.